giovedì 5 gennaio 2017

Sfida

Un termine tanto abusato nel nostro parlato è sfida forse perdendo pure di vista il vero significato. Ognuno di noi ha o ha avuto una sfida da portare avanti spesso con abnegazione, passione, ma altrettanto spesso assumendo un impegno e non riuscendo a portarlo a termine.
Realizzare una sfida, specie quando si tratta di imprese personali, è davvero difficile se non si ha testa e cuore per portarla avanti, mettiamoci pure la necessaria costanza e capiamo bene perchè non tutti vi riescono. Ma stamane voglio chiedermi che senso avrebbe la nostra vita se non avessimo sempre una sfida per cui vale la pena lottare!
Imprese che poi ognuno valuta a proprio piacimento nel senso che magari  un individuo mira semplicemente a tenersi in forma, un altro a realizzare più soldi, un altro ancora a vivere bene, e chi ne ha più ne metta: ciò che conta è che siano importanti per noi stessi. Ecco perchè a questo punto punterei l'attenzione su un altro valore che è implicito in una sfida, ma che è assolutamente prioritario la voglia. In certi periodi della nostra vita ci sentiamo di poter spaccare il mondo tanta è la nostra voglia di fare, mentre in altre circostanze ci sentiamo degli agnellini assolutamenti innocui  e quindi poco pronti ad accettare le imprese del quotidiano. Detto questo però credo che la sfida più importante che ognuno di noi deve realizzare è quella con sè stesso: un confronto mica da poco se ci pensiamo un attimo. Quante volte vorremmo lasciare tutto e obliarci pur di non compiere ciò che ci siamo prefissati? Quante altre volte invece ci sentiamo tirati in ballo in qualcosa che ci affascina e ci stimola particolarmente? Insomma la vita ne offre per tutti i gusti e  ognuno dovrebbe accettare le sfide belle e impossibili magari così il sapore dell'averlo fatto potrà essere tanto più dolce. Una sfida per tutti? Confrontarsi anche quando si pensa non esserne in grado.

martedì 3 gennaio 2017

Avviso di garanzia

Dopo due giorni di riflessioni più generiche e che comunque hanno suscitato un certo interesse testimoniato dalle svariate visualizzazioni, vorrei oggi dedicare un pò del mio tempo ad una tematica di stretta attualità: il valore di un avviso di garanzia.
 E' proprio di questi giorni infatti la polemica relativa al codice etico dei pentastellati che appunto a proposito di avviso di garanzia ritengono che non implica gravità. Tale affermazione condivisibile nella forma e nella sostanza in realtà al di là dell'uscita specifica, mi ha fatto riflettere su come si interpreta un tale provvedimento al giorno d'oggi. Intanto ho pensato che è considerato quasi normale per non dire fisiologico ricevere un avviso di garanzia quando si è impegnati nella gestione della cosa pubblica: ma è proprio così? E' vero che chi amministra ha spesso le mani in pasta in tante situazioni al limite, ma è anche vero che la stragrande maggioranza dei nostri amministratori non ha mai ricevuto questo tipo di informazione giudiziaria a riprova che la res pubblica non significa sempre mani sporche.
Altra riflessione che vi voglio offrire è relativa a cos'è un avviso di garanzia: in maniera molto sempice, un atto attraverso cui, per personale tutela, si informano gli interessati di un'indagine a loro carico...appunto indagine, mentre per noi troppo spesso equivale già ad una condanna e per le persone più in vista anche e purtroppo ad una gogna mediatica. Succede poi che spesso l'indagine si concluda positivamente per l'indagato, ma questo fa sicuramente meno clamore dell'avviso! Non è alquanto strumentale questo atteggiamento giustizialista nell'immediato per poi tralasciare completamente la conclusione delle indagini?
Ultimo aspetto di un breve scritto, visto che potremmo continuare a lungo nella dissertazione, è relativo a chi riceve un avviso di garanzia...
Intanto se il destinatario è persona gradita, l'avviso di garanzia è un atto dovuto; viceversa se persona sgradita è il segnale "che ha fatto qualcosa".
Insomma un atto giudiziario concreto e soprattutto a tutela della persona nella società tempisticamente giustizialista e/o garantista in cui viviamo assume tanti di quei significati che nemmeno si trattasse di arte da interpretare! 
Che dire ...società avvisata mezza salvata.

lunedì 2 gennaio 2017

Comunità condivisa

 Giusto nei giorni scorsi mi sono ricordato che questo blog, iniziato come un gioco, tira da circa 6 anni. Nato da un'idea innovativa di comunicazione, con il passare del tempo è diventato anche una specie di diario in cui sono stati annotati diversi fatti che hanno caratterizzato la nostra comunità. Rileggendo i post più datati, viene subito alla luce infatti una sorta di promemoria che grazie a spazikultura ho avuto modo di realizzare e oggi di offrire a quanti, di memoria corta, dimenticano troppo facilmente. Rileggendo quà e là in effetti ho potuto ripercorrere mentalmente tante tappe che obiettivamente anche io avevo dimenticato. 
Ho ritrovato in particolar modo alcune riflessioni dettate da circostanze che oggi abbiamo superato, ma tante altre riflessioni riguardano invece problematiche e situazioni che sono rimaste invariate. Mi verrebbe quasi quasi da dire che nel nostro piccolo centro tutto cambia per rimanere uguale!
Pensate un poco ad alcuni eventi degli ultimi anni per  rendersi conto che è proprio così: spesso ho trattato di anonimato, oggi è superato? tante altre volte ho parlato di divisioni, oggi sono state conciliate? altrettanti post ho dedicato all'individualsismo, forse è stato accantonato? 
Insomma potrei continuare l'elenco per dimostrare come  sono anni che ci caratterizziamo per alcuni tratti comunitari che non si riesce a superare, anche se il mio più atroce dubbio è che non si vogliono poi nemmeno tanto superare!
Probabilmente è proprio così perchè, pur cambiamdo i protagonisti e le vicende, gli atteggiamenti rimangono identici al passato: non c'è perciò tanto da meravigliarsi se diamo fiato a chi alimenta tutto questo. 
Soluzione? Prima di tutto bisognerebbe capire se si vuole la soluzione, ma una via potrebbe essere un'idea condivisa di comunità che sia però concreta e non astratta e utopica come spesso si disegna: solo così, e sempre forse, potremmo uscirne.

domenica 1 gennaio 2017

BUONI PROPOSITI

Quando di solito inizia un nuovo anno, messo alle spalle tutto ciò che abbiamo appena lasciato spesso con tanto entusiasmo, si pensa a quello che verrà, a quello che sarà, ma anche a quello che saremo. I buoni propositi in particolar modo fanno a pugni fino a contendersi il primato del più importante e persino del più difficile da realizzare. Non è infatti così semplice pensare a dei propositi, ma è ancor più complicato certamente metterli in pratica. In questi giorni quindi in tanti si sono divertiti a promuovere o a bocciare l'anno appena passato, facendo improbabili resoconti, o peggio ancora buttando tutto dalla finestra come a liberarsi di tante zavorre.
 Forse proprio  questo si rileva uno dei maggiori errori che si possano commettere! 
In che senso direte... se noi cancelliamo, rimuoviamo e scordiamo tutto ciò che è stato, di sicuro correremo ancora il rischio di sprecare l'ennesimo anno, senza realizzare appunto buoni propositi. La cosa migliore invece è ripensare al primo e più importante dei buoni propositi: ripartire con l'esperienza di ciò che è stato.
Solo infatti con la consapevolezza degli errori, delle brutte giornate, dei pianti e dei sorrisi si può apprezzare ciò che sarà.  
Fatto questo allora probabilmente potremo essere semplicemente più fiduciosi, più ottimisti e magari pure un attimino più coraggiosi.
Ecco quindi un buon proposito con i fiocchi affacciarsi a questo punto: il coraggio.
In un tempo di vigliaccheria imperante e di codardia prototipata, il coraggio è davvero latitante: pensate un poco invece se facesse parte integrante del nostro modo di concepire la vita!
Quanti buoni propositi potremmo realizzare con quel poco di coraggio che oggi manca un pò a tutti? Quanto sarebbe più semplice vivere se con coraggio si affrontassero le giornate?
Insomma per questo 2017 l'augurio è che nello zaino della vita ci siano sempre un pò di passato per non dimenticare e un pò di coraggio per sognare.