giovedì 5 luglio 2012

Stop alla centrale a biomassa

Il ministero dell'Ambiente dà parere negativo sull'impianto a biomasse previsto a Piano di Moggio presso Sorbo San Basile. Finalmente una buona notizia e un successo per quanti da mesi si battono perchè sia bloccata la realizzazione di quest'impianto.
La costruzione di una centrale a biomasse secondo il progetto doveva essere localizzata nel cuore della Sila Catanzarese laddove però, secondo gli ambientalisti locali, si trova l'area destinata alla coltivazione di prodotti con marchio Dop (denominazione di origine protetta) e Pat ( prodotti agricoli tradizionali). Il sito in questione infatti rappresenta un luogo ricco di terreni agricoli e la presenza della centrale avrebbe potuto creare grossi danni. Il ministero dell'Ambiente si è pronunciato in merito alla questione attraverso un parere indirizzato al Nucleo investigativo sanità e ambiente della Procura della Repubblica, ritenendo che la centrale nel sito localizzato non può stare, dando ragione quindi agli indomiti che per mesi hanno continuato a manifestare contro l'impianto a difesa di un territorio già troppo spesso dimenticato.  
I comitati spontanei nati per contrastarne la costruzione hanno fin dall'inizio denunciato i danni che avrebbe potuto subire un territorio dall'alta valenza ambientale, agricola e turistica, solo oggi però possono tirare un sospiro di sollievo perchè i loro sforzi incessanti stanno portando al lieto fine agognato. Guai però ad abbassare la guardia perchè se oggi il pericolo può essere una centrale, domani chissà che cosa arriverà a deturpare il nostro magnifico territorio. Sempre all'erta e manteniamo la vigilanza sulle nostre bellezze.

lunedì 2 luglio 2012

L'appuntamento del latte

C'è stato un tempo in cui la vita quotidiana era altro rispetto ad oggi: c'era molta più umanità e tra la gente regnava una sorta di pace sociale che tutti difendevano e preservavano. Forse un tempo mitico potremmo definirlo senza peccare di troppa nostalgia!
Allora anche le piccole cose diventavano importanti se fatte per bene e magari con le persone alle quali volevi bene; oggi qualsiasi cosa fai o vorresti fare ti devi sempre misurare con il pettegolezzo, la critica che di certo non risparmiano nessuno. In questa spasmodica ricerca di noi stessi è il ricordo di quel tempo che spesso ci vuole in prima fila per cercare di riproporre tematiche antiche insieme a gestualità nuove.
Quanti di voi per esempio si ricordano di quando puntualmente si andava a prendere il latte fresco? Ricordo con piacere questo rito ripetuto per anni tanto da ritenerlo indispensabile ed invece d'un colpo scomparso.
L'orario era sempre lo stesso, le sette di sera, e con l'immancabile contenitore ci si recava da "Rosina" che con gesti sempre uguali a se stessi distribuiva il latte.
Per noi che allora eravamo dei bambini accompagnare chi andava a prendere il latte era motivo di gioia: io spesso ci andavo con mia zia e attendevo quel momento per quasi tutta la giornata.
Era un modo persino per evadere: non potevamo uscire dopo una certa ora e quindi andare da Rosina significava allungare le nostre uscite e incontrarci ancora con i nostri amici anche loro ricorrenti alla medesima strategia. Quell'uscita serale era un modo anche per gli adulti di scambiare ancora qualche chiacchera con chi si incontrava per strada. Una volta entrati nel piccolo negozio si attendeva in fila il proprio turno: gli adulti continuando a chiaccherare, noi giovani fuori invece per non sprecare nemmeno un minuto. Si giocava a nascondino, ad acchiapparella e non di rado si improvvisa un "manna e sotto". Poi si rientrava a casa in attesa del giorno successivo e di quel rito che forse oggi tanti non comprendono, ma che molti ricordano come un momento caratteristico di quel tempo.