sabato 8 ottobre 2011

La Calabria dei visionari

Domani, dopo ben 27 anni di assenza, un Papa tornerà a fare visita alla Calabria. Un evento nell'evento che per una giornata vedrà la nostra regione al centro dell'attenzione almeno del mondo cattolico. L'ultimo a farvi visita era stato Giovanni Paolo II che aveva dato nuova linfa alle speranze di chi lo aveva accolto riconoscendogli, già allora, l'importante ruolo che ha avuto nella storia. Oggi che Calabria troverà Benedetto XVI? Certamente una Calabria non tanto diversa da come l'ha lasciata il suo predecessore! Solo il tempo è trascorso, purtroppo, mentre per il resto poco o niente. La Calabria del 2011 è una terra la cui percentuale di disoccupazione giovanile è del 27% e non accenna a diminuire; in cui in generale ci sono sempre più famiglie in difficoltà e addirittura sulla soglia della povertà; c'è una classe politica che dà, come sempre, il cattivo esempio nei fatti, ma parla tanto bene! C'è un concetto di speranza che fa a pugni con una realtà che ci fa essere piuttosto delusi che non incentivati a reagire; c'è ed è fortemente presente la 'ndrangheta che forse, questa si rispetto al 1984, è cambiata: si interessa infatti di cose ben più importanti con mezzi che sono i soliti famigeratamente conosciuti. Troverà insomma la solita Calabria fedele nei secoli a se stessa e a tutti quelli che come dei dominanti ci costringono ad essere dominati.
 Papa Benedetto però guardandosi intorno probabilmente incontrerà lo sguardo di qualcuno e quello non gli sembrerà tanto banalmente arrendevole! Ad aspettarlo e ad accoglierlo ci saranno anche i tanti calabresi che non si sentono immischiati in un quadro deludente che ci viene dipinto addosso a tutti i costi.
Si è vero c'è una Calabria arrendevole, collusa, clientelare, poco disposta al sacrificio, ma c'è una Calabria pulita che è stanca di stare a guardare.
E' la Calabria di chi ogni giorno cerca di operare per la collettività, di chi denuncia a tutti i costi il malaffare truffaldino che è così diffuso, di coloro che non si danno per vinti, ma hanno deciso di andare oltre.
Esiste una Calabria che non vuole sempre affossarsi, ma che vuole reagire e che vuole farsi conoscere e apprezzare; una terra in cui ci sono uomini e donne che valgono più di quanto si pensi e che non vogliono più farsi attendere sul fronte dell'agire concreto.
Questa è la Calabria che il nostro Papa vedrà negli occhi di qualcuno!
Probabilmente anche questo viaggio ha un significato intrinseco che ognuno dovrà cercare di decifrare, ma mai come adesso noi calabresi dovremmo dare un senso a questa presenza: caro Benedetto, noi ti accogliamo perchè tu ci dai speranza, ci offri testimonianza e  ci apri alla lungimiranza; noi siamo disposti a metterci in gioco, noi vogliamo essere dei "visionari", dei sognatori perchè vogliamo farcela! 

domenica 2 ottobre 2011

Impastato a Pentone

PENTONE 2 OTTOBRE – Il Comitato Civico “L’arco” è riuscito a colpire ancora nel segno: l’incontro con Giovanni Impastato è riuscito ancor meglio di quanto ci si aspettava. Prima di tutto la sala consiliare del Comune di Pentone era gremita oltre ogni dire, poi c’era tanta gente dalle località limitrofe, ma soprattutto il fratello di Peppino è riuscito a trasmettere concetti e idee che sono dei capisaldi per la lotta contro la mafia. “Per sconfiggere la mafia dobbiamo lottare contro la cultura mafiosa che si annida in ognuno di noi” – ha ribadito a più riprese Impastato – non disdegnando di parlare della sua esperienza per meglio far calare i presenti in una drammatica vicenda che poteva essere quella di ognuno. Le considerazioni dell’ospite, stimolato dai numerosi interventi, sono partite dal concetto di legalità e soprattutto dalla domanda “se oggi, nella nostra società, c’è legalità”. Il filo conduttore della narrazione- riflessione è stato il film “I cento passi” in cui ben è ricostruita la storia di Peppino e della sua famiglia. Proprio sulla famiglia si è soffermato spesso Impastato riflettendo non solo sulla figura del fratello, ma anche su quella della madre e del padre.  “Tenere gli occhi aperti e mettere in atto la disubbidienza civile”: queste le parole chiave per dire che la mafia e l’atteggiamento mafioso si possono sconfiggere “ perché a tutto c’è un inizio e una fine”. L’incontro con Giovanni Impastato si è svolto durante tutto l’arco della giornata, alla mattina infatti c’è stata la visita alla scuola, dove corpo docente, dirigente e alunni hanno lo hanno accolto calorosamente e con interesse; nel pomeriggio poi è stata la volta della cittadinanza che si è dimostrata attenta e sensibile a queste tematiche. “Il Comitato Civico L’arco”- ha ribadito il moderatore della serata, Vincenzo Marino- sta cercando di promuovere iniziative culturale di ampio respiro che diano stimoli alla riflessione e alla discussione senza dare spazio a strumentalizzazioni o a ragionamenti pregressi. Ciò che conta è contribuire a far crescere il nostro paese.” Anche il dibattito è stato molto acceso non tanto per i toni quanto per la passione che si è toccata con mano. Appuntamento dunque particolarmente importante che si può dire nevralgico per una comunità che ha bisogno di discutere.