martedì 31 dicembre 2013

La vera democrazia

Stasera convintamente seguirò il discorso di fine anno del Capo dello Stato che come molti altri dirà sempre le stesse cose, ci chiederà sempre la solita pazienza, ci rammenterà quello che siamo, ma è pur sempre il nostro Presidente della Repubblica e come tale esige rispetto. Lui con tutte le sue pur tante contraddizioni rappresenta la nostra storia e la nostra identità che per essere ottenute sono costate sangue e morti.
Credo che sia anche giusto, qualora non si condivida criticarlo, nei contenuti però, non nella forma e con un boicottaggio che sa di bambini... il pallone  è mio e quindi gioca chi dico io.
Proprio l'emblema della nostra storia va rispettato perchè è anche grazie a questa che oggi tanti possono chiedere legittimamente di non vedere il suo messaggio. Pensate un pochino... se oggi non ci fosse un Presidente di una repubblica peraltro, quanti avrebbero potuto esprimersi rispetto al suo intervento di stasera? 
Ci siamo passati e quando qualcuno osava dire qualcosa di diverso e comunque di veritiero (vedi Matteotti) faceva una brutta fine. Oggi non è così e dunque io vedrò il discorso e tanti altri hanno la libertà di non vederlo. Capite questa è la democrazia.

domenica 29 dicembre 2013

Lettera all'Anno nuovo

Caro Anno nuovo...
Caro Anno Nuovo forse non dovrei scriverti perchè sono grandicello, però tu puoi fare qualcosa per me. Comunque, di questi tempi, meglio credere a te che non ai tanti politici che solo ci impacchettano.
Quest'anno in effetti non sono stato tanto bravo: tanti hanno cercato di zittirmi, di farmi cambiare idea, ma io duro come una pietra, anche a rischio di perdere i tuoi doni, ho sempre detto quello che pensavo senza risparmiare nessuno. Non sono stato buono nemmeno quando i tentativi si sono fatti più convincenti, ma che vuoi, pensavo che alla fine un pò tutti saremmo diventati più buoni.
Sai  in tante occasioni ho persino fatto arrabbiare e dato fastidio chi invece fastidi non vuole e sapessi quanti rimproveri mi sono preso!
Forse sarebbe indicato che tu mi portassi cenere e carbone piuttosto che qualche letterina anonima o denuncia!
Nonostante quindi la mia cattiveria qualcosa ti vorrei chiedere...
Mi piacerebbe avere una bella scheda telefonica gratuita per tutti quelli che dopo i miei post o interventi mi chiamano, nel bene o nel male, così almeno non spendono tanti soldi nei rimproveri!
Vorrei trovare un saluto per tutti quelli che faticano ad incontrarsi e a confrontarsi sicuri che loro sono i migliori e degli altri niente e nessuno.
Mi piacerebbe che il nostro paese non finisse più sui giornali per i festival in tutte le stagioni ed invece tornasse, come in certe occasioni, ad essere punto di riferimento dell'intera Presila.
Vorrei che le tante promesse che si continuano a fare diventino cenere e carbone come nelle migliori tradizioni.
Mi piacerebbe che alle associazioni fosse restituito il sano ruolo di collaborazione e intraprendenza e non di bacini elettorali spendibili per tutti.
Vorrei che un pò tutti facessimo un passo indietro per capire realmente verso dove stiamo andando!
Mi piacerebbe che i falsi moralisti dell'ultima ora si guardassero alle spalle perchè non bisogna dimenticare quello che si è seminato.
Forse essendo stato così cattivo non avrai voglia di fare tutto questo per me, ma almeno fallo per chi vorrebbe vedere il proprio paese più sereno e vivibile che non negli ultimi tempi.
Infine vorrei fare i migliori auguri a tutti coloro che si impegnano senza interessi nella sola convinzione che bisogna operare per contribuire a rendere tutto un pò migliore.
Buon Anno a tutti

mercoledì 21 agosto 2013

Il Premio "Città di Pentone"

Il nostro Paesello al centro del mondo: ecco l'ambizione massima di chi ama la propria gente e il proprio territorio. Per fare questo  basterebbero poche ma significative iniziative e soprattutto una grande umiltà che di questi tempi però sembra latitare a certe latitudini. A cosa mi riferisco? Semplice, all'anteprima del famoso Festival "Mino Reitano"! In quell'occasione, con grande senso di scena, sono state premiate delle eccellenze nostrane che a vario titolo hanno fatto parlare di se e dunque si sono messe in luce piacevolmente. Tutto naturalmente meritorio ed in particolare importante perchè chi emerge deve essere apprezzato per quanto fatto. Quando si tratta poi di giovani meglio ancora perchè necessitano di tutti gli stimoli per proseguire nelle loro eccellenze. Un grande plauso dunque a loro, ma proprio perchè convinto che chi emerge deve essere apprezzato qualche domanda mi sorge spontanea...
L'allora amministrazione Riccelli e poi la prima amministrazione Mirenzi intrapresero e continuarono un progetto fatto di riconoscenza e merito: il Premio "Città di Pentone". Negli anni in cui ho fatto parte del Comitato esecutivo di questo premio abbiamo riconosciuto tante eccellenze pentonesi come Maria Tarantino, Mimmo Madia, il Vescovo Pullano, i professori De Laurenzi e Capilupi, solo per citarne alcuni. Poi d'un tratto un colpo di spugna cancellò tutta quell'esperienza senza una reale motivazione. Il proposito naturalmente con cui ci lasciammo, non senza polemiche, fu quello che altri avrebbero continuato il nostro lavoro in nome di un pomposo quanto insignificante "spoil sistem". Da allora più nulla salvo le premiazioni dell'altra sera! Mi chiedo allora a questo punto perchè le stesse premiazioni non sono state indicate quale ipotetica ripresa di quel premio? Eppure mi pare che i crismi per poterlo fare c'erano tutti!
Mi chiedo poi ancora se forse il Premio "Città di Pentone" fu interrotto perchè non c'era spazio per chi oggi da protagonista riconosce delle eccellenze come noi già facevamo?
Mi chiedo infine quale miglior occasione per riconoscere  di aver fatto delle valutazioni sbagliate e ripristinare in toto il Premio "Città di Pentone"? 
Ecco poche cose, ma soprattutto la capacità di vedere oltre il proprio naso!

mercoledì 10 luglio 2013

L'Aventino che verrà

Sentir parlare di Aventino nel 2013 e soprattutto tirarlo in ballo per il Processo Berlusconi diventa davvero una barzelletta o forse meglio dire una farsa storica. Ok che di questi tempi tutto fa brodo, ma rievocare la storia mi sa che è davvero un sacrilegio. Fermo restando i tempi della giustizia italiana, che per una volta sono straordinariamente celeri (chissà come mai?), è fuori discussione che i principi che hanno ispirato lo pseudo blocco dei lavori parlamentari non possono richiamarsi ai due precedenti illustri che videro l'Aventino ritiro dei tribuni e poi dei parlamentari in epoche tanto diverse, ma altrettanto significative. Nel primo caso si trattava dell'antica Roma e delle proteste dei plebei contro i patrizi; nel secondo caso i parlamentari dell'opposizione adottarono questa forma di protesta contro quanto era accaduto a Giacomo Matteotti. I due episodi sono davvero in antitesi con quanto accade oggi e mi dispiace pure che anche il partito Democratico abbia concesso tale opportunità. Non mi pare infatti che ricorrano i tratti delle vere secessioni dell'Aventino e un Parlamento, consapevole del proprio importante ruolo così come del periodo eccezionalmente critico del nostro Paese, avrebbe solo dovuto rifiutare un'ipotesi che ancora mi sembra irreale. Il Pd in particolar modo ha steccato alla grande e hanno ragione quelli che urlano che bisogna riappropriarci della nostra identità di partito di sinistra. 
Eppure io ci credo: sogno un partito democratico che sappia parlare alla gente dei problemi e delle soluzioni. Sogno un partito in cui i territori siano partecipi delle scelte, in cui la base abbia finalmente una centralità tanto agognata. 
Forse sono limitato dai sogni appunto, ma oggi mi sento grandemente deluso da quanto accaduto.
Mi chiedo tuttavia allora che Pd scegliere e in questo senso non ho dubbi: un partito che con difficoltà e anche con delle contraddizioni sappia ridare entusiasmo e soluzioni concrete ai problemi della gente.
 Per favore costruiamolo insieme questo sogno.

lunedì 8 luglio 2013

Timonieri o mozzi?

Estate tempo di vacanze e relax... tempo di riposo e di passeggiate... tempo di... mi sto sbagliando, scusate... anche in questa stagione si vive, si riflette e si cerca il modo per ripartire! 
Ogni anno di questi periodi ci ritroviamo con i soliti raccontini rilassanti in riva al mare, ma come sempre con qualche lamentela che emerge dalle onde come i delfini. 
Non si tratta naturalmente di polemiche spicciole, ma anche e soprattutto desiderio di vedere le cose nella giusta direzione. Il baricentro di tutto è di sicuro il nostro Paese che tenta spesso di virare per poi tirare noiosamente la secca.
Quando finirà questo navigare lasciandosi cullare dalle acque?
Quando ci sarà un timoniere sicuro che cercherà il vento del cambiamento?
Quando ci sarà un equipaggio in grado di uscire dalle secche e andare alla ricerca del tesoro?
Non si tratta del solito racconto, ma della voglia di vedere altro e soprattutto il Paese Altro. 
Credo che di timonieri e di equipaggi se ne stiano preparando già troppi senza però rotte sicure e ambiziose. Non sarebbe meglio invece guardarsi tutti in faccia e rendersi conto che in realtà tanti timonieri sono solo mozzi in cerca di fortuna? 
Pensiamo davvero che Pentone possa essere una barca al vento con un mozzo al posto del timoniere? 
Credo che senza troppi indugi bisogna virare alla ricerca del capitano che ci guidi e che guidi il nostro Paesello verso un tempo migliore dove ognuno faccia il suo dovere, dove tutti siano resi partecipi e dove appunto non ci sia più l'uomo solo al comando!
Estate... tempo di riflessioni... per tutti! 

sellia racconta il comprensorio: Sellia ritorna a volare. Riapre ufficialmente oggi...

sellia racconta il comprensorio: Sellia ritorna a volare. Riapre ufficialmente oggi...: R iapre oggi la Grande Teleferica Sportiva denominata “ Il Volo sul Borgo”. Per i mesi di luglio e settembre la teleferica sarà aperta s...

sabato 6 luglio 2013

Le mie montagne (continua)

Aveva sempre sognato un ritorno da favola per dire a tutti i suoi compaesani che ce l'avevano fatta e che avevano fatto fortuna in America, ma il suo compagno di una vita non c'era più e non poteva essere lo stesso. Le motivazioni però non le mancavano e nonostante l'età di tutto rispetto si sentiva di dover affrontare quell'ultimo rientro con gioia e soddisfazione: era pur sempre un'emigrante che rientrava.
Le sue montagne, mentre proseguiva, sembravano stranamente le stesse di quando le aveva lasciate, ma c'era qualcosa di non riconoscibile che le rendeva diverse se non addirittura strane. Annina non riusciva a capire cosa, ma avvertiva quel presagio e provava persino un pò d'imbarazzo.
Il taxi attraversò tutto il piccolo corso per poi fermarsi di fronte all'unico Agriturismo della zona laddove Annina aveva prenotato una stanza fin quando non avrebbe trovato una sistemazione migliore. Al suo passaggio tutti la guardavano così come si suole in un paese con uno sconosciuto: la donna in effetti si sentiva osservata e soprattutto sapeva che pochi l'avrebbero riconosciuta. Faticava a pensare a chi potesse ricordarsi di quella giovane sposina che adesso da vedova vecchia e brontolona era ritornata. Chissà se c'era o meglio se era ancora viva Tiziana, l'amica di tante passeggiate e di tante fatiche al mulino. Chissà se era vivo Giovanni, il suo vicino di casa, quando ogni scusa era buona per sedersi all'aperto a chiacchierare.

Le mie montagne (continua)

Aveva sempre sognato un ritorno da favola per dire a tutti i suoi compaesani che ce l'avevano fatta e che avevano fatto fortuna in America, ma il suo compagno di una vita non c'era più e non poteva essere lo stesso. Le motivazioni però non le mancavano e nonostante l'età di tutto rispetto si sentiva di dover affrontare quell'ultimo rientro con gioia e soddisfazione: era pur sempre un'emigrante che rientrava.
Le sue montagne, mentre proseguiva, sembravano stranamente le stesse di quando le aveva lasciate, ma c'era qualcosa di non riconoscibile che le rendeva diverse se non addirittura strane. Annina non riusciva a capire cosa, ma avvertiva quel presagio e provava persino un pò d'imbarazzo.
Il taxi attraversò tutto il piccolo corso per poi fermarsi di fronte all'unico Agriturismo della zona laddove Annina aveva prenotato una stanza fin quando non avrebbe trovato una sistemazione migliore. Al suo passaggio tutti la guardavano così come si suole in un paese con uno sconosciuto: la donna in effetti si sentiva osservata e soprattutto sapeva che pochi l'avrebbero riconosciuta. Faticava a pensare a chi potesse ricordarsi di quella giovane sposina che adesso da vedova vecchia e brontolona era ritornata. Chissà se c'era o meglio se era ancora viva Tiziana, l'amica di tante passeggiate e di tante fatiche al mulino. Chissà se era vivo Giovanni, il suo vicino di casa, quando ogni scusa era buona per sedersi all'aperto a chiacchierare.

mercoledì 3 luglio 2013

Le mie montagne (II parte)

Da quando suo marito era morto, ormai tre anni addietro, il suo ultimo desiderio era stato quello che lei ritornasse laddove era partita tutta la loro vita. All'inizio Annina aveva  faticato a pensare a quell'idea: ritornare in paese dopo cinquant'anni- ma non poteva tradire quell'ultima volontà del suo compagno di vita. D'altra parte i dubbi erano legittimi: in paese ormai non c'era alcun parente e non avevano nessuno su cui poter contare. Poi pian piano Annina si era talmente convinta che niente le sembrava più complicato e anzi l'idea di assecondare ancora l'amato marito la rendeva particolarmente briosa e piena di vita. 
Aveva impiegato tanto tempo però ad organizzare tutto in modo che non lasciasse nulla in sospeso: aveva venduto la casa, aveva preparato tutti i documenti necessari, aveva chiuso i conti, si era congedata  da quanti le volevano bene e la scoraggiavano.

martedì 2 luglio 2013

Le mie montagne

Quanto sono belle quelle montagne - disse la giovane sposa prima di lasciarle.
Ora dopo più di cinquant'anni vi stava ritornando e quelle parole, nonostante il silenzio, riecheggiavano in lei e la rendevano particolarmente ansiosa di rivederle. Chissà quante volte aveva ripensato e immaginato quel momento: non sapeva se il paese che aveva lasciato era quello di un tempo e nemmeno se lei era più quella di allora, ma di sicuro non vedeva l'ora di abbracciare la sua terra natia. 
Si trovava a bordo di un taxi e ogni metro le sembrava un'eternità: perchè mai non era mai ritornata?
Non importava adesso: quello che contava era vivere quegli attimi con la stessa intensità di quando in lacrime, giovane e inesperta, si era avventurata in un mondo che non conosceva.
Con lei allora c'era il marito che la guidava mentre ora solo tanti ricordi e la nostalgia di un tempo lontano.  

Per tutta l'estate riprende l'appuntamento con le brevi storie per leggere e trascorrere qualche ora insieme. Questa l'introduzione alla prima storia. Buona lettura.

martedì 21 maggio 2013

Raccolta differenziata: idee e proposte



Il Circolo Pd di Pentone riprende le proprie iniziative con un appuntamento importante quanto funzionale al proprio territorio. Il tema stavolta è la raccolta differenziata, “Raccolta differenziata: idee e proposte”, che sarà l’occasione per discutere del problema rifiuti e delle possibili soluzioni. La serata vedrà ospite Giuseppe Candido, direttore di “Alma Calabria”, promotore di un’idea di raccolta differenziata facilmente realizzabile anche nei piccoli centri, e Italo Reale, esponente del Partito Democratico. Tra i tanti argomenti di discussione il Pd pentonese ha inteso promuovere una seria riflessione su un tema particolarmente in auge e soprattutto sentito dai cittadini che in tutta la Regione si trovano cumuli di rifiuti per l’ormai quotidiana difficoltà di conferimento. Constatato quindi che non bisogna solo criticare la realtà, ma anche fornire gli strumenti per superarla, a Pentone si affronterà la tematica fornendo un’idea risolutiva che partendo appunto dalle basse percentuali di differenziata locale metta in evidenza quanto possa essere utile questo tipo di approccio. Saranno confrontate esperienze già in essere e idee aggiuntive così da creare i presupposti di un territorio che parta da se stesso per diventare modello di riferimento. Non mancheranno i contributi di quanti sono sensibili alla risoluzione di questa problematica nella convinzione che solo condividendo i problemi e quindi le soluzioni si può ridare vitalità e visibilità. Il Pd sceglie dunque la strada del pragmatismo da apporre al facile populismo tanto di moda: affrontare i problemi più urgenti fornendo anche possibili soluzioni.

sabato 11 maggio 2013

mercoledì 24 aprile 2013

Un invito a riflettere


 Il particolare momento storico che stiamo vivendo ci induce a riflettere sul futuro del Partito Democratico. E’ necessario però partire da un dato di fatto che forse il Pd è nato, ma campeggiano ancora i vari Pci, Dc, Margherita, Psi e chi più ne ha più ne metta. Ci sono infatti una serie di divisioni interne che impediscono di guardare al “Progetto Pd” quello che nel 2007 vide la convergenza di tanta gente che credeva in un soggetto snello e omnicomprensivo. Quello a cui abbiamo assistito negli ultimi giorni è stata una vera resa dei conti che si è però consumata più a livello di nomenclatura che non di base. E’ necessario infatti differenziare tra il Partito dei notabili che fa scempio del 30 % di elettori che invece rappresentano una base solida e soprattutto un nocciolo duro da cui ripartire per costruire il Partito del futuro. Oggi più che mai si avverte l’esigenza di restituire il partito a chi ci crede e toglierlo finalmente a quanti si sono vestiti di democraticità ed invece incarnano il personalismo più dilaniante. C’è tuttavia anche il tentativo di molti di riconvertirsi per essere sempre loro i protagonisti: credo che sia arrivato il momento di dire basta! Noi non ci stiamo più!
Se questa gente pensa di poter fare ciò che vuole si sbaglia perché noi ci siamo e vogliamo essere la garanzia di un partito che dopo aver toccato il fondo vuole riemergere in maniera sana e pulita. Piuttosto che farci stimolare dal M5S noi ci siamo fatti affossare perché si è evidenziata quella spaccatura che si cercava di nascondere.
Il Circolo di Pentone è  sensibile a ciò che arriva da Roma, ma intende prendere le distanze da questo delittuoso modo di fare politica. Faremo mille sbagli anche noi, ma oggi noi non vogliamo affondare con chi da sempre vive a galla! La nostra azione d’ora in poi dovrà essere ancora più decisa e significativa per segnare quel solco tra base e nomenclatura e renderlo riconoscibile.
Le parole chiave dovranno dunque essere trasparenza d’intenti, cambiamento e innovazione. D’altra parte non siamo nuovi a queste idee e dunque dobbiamo assumere l’impegno, tutti insieme, di cambiare il Partito partendo da noi stessi.
Qualcuno in tal senso non si sentirà garantito: lo dica fin da subito!
Qualcun altro vedrà con sospetto a ciò: meglio chiarirsi immediatamente!
A quanti invece sono d’accordo con quest’impostazione mi sento di dire che loro rappresentano quell’idea di Partito Democratico che dobbiamo costruire e di cui dobbiamo essere protagonisti.
L’invito è quindi a non scoraggiarsi, ma ad agire per recuperare quel ruolo che ci spetta di diritto: solo la base può e deve rappresentare un partito che è e sarà per sempre popolare.

mercoledì 10 aprile 2013

Adempiere al proprio dovere



Da qualche tempo a questa parte il nostro Paese è sottoposto ad un’attenzione mediatica che rischia di esasperare i toni e che alla lunga può creare destabilizzazioni deleterie per il particolare momento storico che viviamo. Sono convinto infatti che per dare ad una comunità la possibilità di pacificarsi e di guardare ai vari problemi con ritrovato entusiasmo certamente ciò che non si deve fare è alzare la voce e soprattutto dare in pasto ogni cosa ai giornali. Un vecchio adagio recitava “i panni sporchi si lavano in famiglia”: ed è così che mi sarei aspettato l’approccio a certe discussioni.
Il botta e risposta infatti tra il capogruppo di Maggioranza e i membri del Gruppo Indipendente lasciano strascichi e soprattutto non danno una bella immagine dell’attuale situazione politica che si respira tra le fila dell’amministrazione.  In particolar modo pare esasperante che certe critiche arrivino da chi fino a pochi giorni addietro sedeva tra i banchi della stessa maggioranza che oggi prende a sberleffi. Peraltro, il ruolo da loro ricoperto è stato negli ultimi quattro anni tanto importante ed evidenziato dalle rispettive cariche istituzionali: uno vice- sindaco, l’altra assessore. Non c’è dubbio tuttavia che i problemi sollevati sono particolarmente degni di attenzione e di una pronta soluzione. Il Palazzetto dello sport, i prelievi dal fondo di riserva, le problematiche relative ai rifiuti, un’ampia discussione sul Piano strutturale e tanti altri ancora sono solo alcune facce di un problema più generale che si chiama amministrazione. Perché, se proprio la dobbiamo dire tutta, considerate le critiche di chi prima faceva parte di una maggioranza plebiscitaria, e soprattutto visti i problemi che necessitano di una soluzione, allora il sillogismo è semplice: quello che è stato un gruppo coeso e partecipe di ogni decisione è esploso. I numeri d’altra parte lo confermano: 7 consiglieri di maggioranza a fronte di 6 d’opposizione.
Chi come me fa politica non può che prendere atto di una situazione alquanto anomala e che rischia di rendere ancora più complicato il prosieguo. Le domande sarebbero tante e tutte bisognose di risposte, ma la constatazione che l’ex maggioranza è scomparsa è un dato di fatto ineludibile. D’altra parte se due componenti importanti come l’ex vice-sindaco e l’ex assessore hanno deciso di lasciare il gruppo in cui erano stati eletti significa che c’è malcontento, c’è disgregazione e soprattutto ci sono opposti modi di vedere il Paese reale. Come Circolo del Partito Democratico prendiamo atto di questi fatti e soprattutto di questi numeri che ci consegnano un’amministrazione lontana parente di quella che uscì nettamente vincente nel 2009. Sconfessiamo però sia l’uno che l’altro atteggiamento ritenuti poco costruttivi. Da una parte quindi ferma condanna per chi oggi critica, quando per tanto tempo ha condiviso le stesse politiche che adesso non piacciono più!
Dall’altra parte all’attuale maggioranza si chiede una seria riflessione sulle problematiche improcrastinabili che il nostro Paese sta vivendo per trovare delle soluzioni adeguate nel più breve tempo possibile. L’invito è quello di adempiere fino alla fine al proprio compito, per gli uni e per gli altri, perché uno stallo di un anno, preparatorio solo alle scadenze elettorali, non può che far male e destabilizzare ulteriormente un già precario equilibrio. 

sabato 23 marzo 2013

Il Grande Napolitano

Ancora una volta il Presidente Napolitano ieri ha dato una straordinaria prova di senso dello Stato non solo affidando il pre-incarico a Bersani, quanto piuttosto facendo un'analisi perfetta dell'attuale situazione politica italiana. Ha parlato delle difficoltà del dopo elezioni e di consultazioni viziate da pregressi non facilmente superabili. Ha richiamato le varie forze politiche a quel senso di responsabilità istituzionale che è l'unico quid in grado di creare una maggioranza di governo. Ha soprattutto detto a chiare lettere che nonostante il momento difficile lui ha fiducia. 
In effetti l'incarico a Bersani è una bella patata bollente di non facile soluzione, ma proprio la fiducia nel buon esito di Napolitano fa ben sperare. Avere in questo momento un quasi novantenne più giovane di tanti giovani e più lucido di chi si dice lucido a fare da garante per il nostro Paese, credo sia il nostro vero vantaggio. Così come nel novembre del 2011 ha saputo gestire al meglio una crisi politica che rischiava di far degenerare la già famigerata crisi economica, oggi la sua lungimiranza sta traghettando l'Italia verso una nuova stagione. Bersani stesso sa di aver il compito più difficile degli ultimi decenni, ma l'appoggio di Napolitano è uno stimolo a tentarle tutte. 
Non è più tempo di inciuci e di politica del tirare a campare, ma è arrivata l'ora del rinnovamento istituzionale e culturale. Se tutti noi oggi capiamo quanto sta facendo il nostro grande Presidente allora vuol dire che il nostro senso di responsabilità sarà pari a tutti coloro che gettarono le basi per la nostra democrazia. 
L'invito quindi è di valutare l'impeccabile lavoro che Giorgio Napolitano ha fatto nel suo settennato ed in particolare nell'ultimo anno, per creder ancor di più al tentativo di Bersani che rappresenta la voglia del nostro Paese di non sprofondare nel qualunquismo e nello squadrismo. 

venerdì 15 marzo 2013

Facciamo un passo indietro

Papa Francesco è entrato nelle nostre case l'altra sera con la sua semplicità disarmante e con quel "buonasera" che ci ha emozionati! 
E' l'alba davvero di una nuova era per la Chiesa e se il buongiorno si vede dal mattino possiamo sperare ancora in meglio. Ha cominciato tutto vestito di bianco e senza croce d'oro, non ha poi voluto l'auto di lusso, ma è rientrato con l'autobus insieme agli altri cardinali. Ha chiesto ai vescovi di uscire dai palazzi e e di andare nelle periferie; ha persino chiesto che siano i fedeli a benedirlo!
Tutto lascia intendere che Papa Francesco vuole fare dell'umiltà e della povertà i vessilli della Chiesa sotto il suo pontificato. Questo volta davvero lo Spirito Santo ha illuminato i Cardinali verso una scelta che oltre ad essere delle tante prime volte, ci consegna un uomo piuttosto che un alto prelato.
Siamo ancora all'inizio, ma anche il suo chiedere agli argentini di non venire alla Messa inaugurale quanto di donare l'eventuale spesa ai poveri, sa di speciale. 
Forse in tutto questo l'unica cosa che Papa Francesco non può avere è un popolo allineato a lui. Se proprio vogliamo il cambiamento della Chiesa e riconosciamo nel nuovo Pontefice colui che lo può realizzare, cominciamo noi ad andargli incontro con umiltà e semplicità. Se lui può fare passi indietro e rinnovare allora noi lo dobbiamo fare!

giovedì 7 marzo 2013

Dare un senso

Periodo strano questo. Senza Papa, senza Governo, senza lavoro, senza soldi. Sembra l'età del senza!
Nessuno sembra potersi sottrarre da questa visione del senza, tutti però cercano un'interpretazione a queste circostanze. Chissà perchè il Papa ha rinunciato, chissà se si farà un nuovo governo, chissà quando la nostra economia riprenderà i livelli abituali! C'è veramente tanta carne fuoco, ma al contrario credo che i senza qualcosina la suggeriscano. 
Intanto che ognuno di noi in questo momento particolare della storia è chiamato ad essere responsabile e attento a quello che accade.Vivere queste contingenze significa mettersi in discussione perchè se c'è un lato positivo è proprio questo. Naturalmente discussioni che vanno fatte a tutti i livelli potrebbero dare una nuova vitalità alla nostra società. In effetti la mia convinzione è che niente viene per nuocere e tutto ciò che è accaduto di recente va considerato uno scossone importante che piuttosto che affossare la nostra società le darà slancio. Sarà perchè sono un ottimista per natura, ma credo che senza qualcosa o qualcuno per istinto si cerchi di colmare quella mancanza e dunque mai come adesso lo si può fare mettendosi completamente in gioco. Nel breve periodo abbiamo infatti l'occasione per reagire ad un malessere tangibile che da tanto ci impedisce di vedere la fine del tunnel. Abbiamo però bisogno del coraggio di chi sa che ha di fronte qualcosa di importante; abbiamo bisogno di stare insieme anche nei contrasti per ridare un senso. Appunto ridare un senso alla nostra vita questa la sfida che dobbiamo cogliere e nessuno può sentirsi fuori da questa possibilità!

lunedì 11 febbraio 2013

Un Papa uomo

11 febbraio 2013: il Papa annuncia ufficialmente che il 28 lascerà il suo pontificato.
Dopo Celestino V e per certi versi Gregorio XII, Benedetto XVI ricorre al Canone 332 che prevede l'istituto delle dimissioni. Un fulmine a ciel sereno che si cerca di giustificare, di interpretare e di comprendere.  Se Celestino V fu miseramente condannato all'Inferno dal sommo Dante per "il gran rifiuto" dove collocare oggi questo Papa? 
Oggi abbiamo sentito tante riflessioni più o meno condivisibili, ma credo che un pò tutti stanno supervalutando il Papa e sottovalutando l'uomo. Ciò che secondo me emerge chiaro è l'essere uomo prim'ancora dell'essere Capo della Chiesa: dell'uomo, Benedetto XVI, ha sempre mantenuto il profilo discreto e l'assoluta fiducia nella Chiesa di Cristo. Nel suo gesto infatti convergono la sua accorata tutela della fede in Cristo che non può più reggere un Pontefice le cui condizioni fisiche e mentali sono quelle di un ultra ottantenne; e poi la consapevolezza che le sue dimissioni facciano persino bene ad una Chiesa in grande difficoltà che in questo modo acquista quella dimensione moderna che le può ridare slancio.  
Sebbene le leggi ecclesiastiche prevedano le dimissioni non è un caso che hanno fatto ricorso a quest'Istituto solo pochissimi pontefici: quello che oggi appare quindi come un'anomalia personale in realtà non è altro che una pratica poco in uso nella Chiesa di tutti i tempi. 
Ciò che poi mi sorprende è come i fedeli per certi versi giustificano Benedetto XVI considerando il suo gesto un segno tangibile di responsabilità e umiltà: Dante probabilmente avrebbe tanto da ridire su quest'atteggiamento! Credo davvero che oggi sia nata una Chiesa più forte che può guardare al futuro con maggiore fiducia.
Tante se ne diranno di questo pontificato, ma ciò che resta è un Papa che si è rivelato uomo umile e amorevole verso la Chiesa Universale. 

venerdì 8 febbraio 2013

I sondaggi e i binocoli

Oggi è l'ultimo giorno utile per la pubblicazione dei sondaggi elettorali: da domani calerà il buio su ogni forma di previsione. Già da qualche giorno quindi impazza il toto-premier e il toto-candidati e più di tutti  Berlusconi nelle proprie performance lancia cifre e numeri da binocolo. Il problema vero in effetti è quel 40 % di indecisi che come sempre potrebbe fare la differenza. Per il momento sembra accertato il vantaggio del Pd e dei suoi alleati anche se da segnalare un certo rallentamento; il Pdl, tranne che nei sondaggi fatti in casa, sembrerebbe ancora distante un buon 7 %, ma tutti gli istituti demoscopici lo danno in salita; Grillo e il suo Movimento 5 Stelle continua ad avere un boom di preferenze tanto che alcuni sondaggi lo danno addirittura sopra il Pdl; Monti non se la passa poi tanto bene se è vero che è dato in forte calo ed inoltre superato da Grillo. Insomma lo scenario è ancora tutto in via di definizione, ma qualche certezza c'è già. Intanto stando ai numeri e al Porcellum, il centro-sinistra dovrebbe avere la maggioranza alla Camera, laddove anche con un solo voto in più si ha la garanzia del premio di maggioranza. La cosa cambia al Senato dove lo strano meccanismo del premio regionale non sembra premiare la coalizione in testa che arranca tra i 150 e i 157 seggi: la maggioranza relativa si avrebbe invece con 158 seggi. Una piccola differenza dunque che rischia di riproporre l'ingovernabilità. Nonostante questo è lontana la situazione che vide Prodi sbattersi sempre per un voto al senato, perchè anche se rimanessero tali le previsioni comunque ci sarebbe una certa tranquillità. Naturalmente bene fa Bersani a provare a ragionare anche con i suoi competitor su tematiche specifiche verso le quali la responsabilità comune è la vera maggioranza da cercare. 
Speriamo bene e chi vivrà vedrà.

mercoledì 30 gennaio 2013

Populista contro populisti

E' veramente curioso che tanta gente dia del ridicolo ad altri senza mai guardarsi in uno specchio!
 Mi fa proprio rabbia quest'atteggiamento di presunta superiorità specialmente quando si parla di politica. Nessuno è in grado davvero di ergersi a giudice degli altri perchè in fondo ciò che credono di fare bene è solo sparare a zero. Molto semplice copiare ed incollare link e post su facebook facendo leva su populismo e malcontento: sarebbe molto più serio invece esprimersi. 
Quali sono per esempio le loro soluzioni evitando il linguaggio degli slogan? 
Quali sono le loro opinioni? 
A me pare che una deficienza intellettuale li costringa a cavalcare l'onda e a convergere su in'idea che fino a poco tempo addietro nemmeno riconoscevano. Questi è in effetti il peggio: la stessa gente che fino a ieri e anzi anche oggi fa e ha fatto politica attiva, ora con un partito ora con un altro, dà le colpe dello sfascio agli altri! 
Vorrebbero insomma delle risposte da chi magari la politica la concepisce in modo serio o meglio ancora non è mai stato candidato. Dovrebbero piuttosto farsi un'esame di coscienza e ripensare al loro percorso per il quale Grillo sta facendo una battaglia di avversione. Volete vedere che alla fine i falsi populisti sono i veri obiettivi del populista Grillo? 

martedì 22 gennaio 2013

lunedì 21 gennaio 2013

Gli opportunisti

Ci sono in giro tante barzellette e soprattutto tanti bravi barzellettieri che piuttosto di far ridere si inventano di tutto e di più. Ogni tanto mi verrebbe da dire che ognuno di noi ha delle buone ragioni che però basterebbe guardarsi allo specchio per capire se è il caso di raccontare barzellette o meglio ancora stare in silenzio! 
C'è gente che pur di ergersi sempre a giudice degli altri va da una parte all'altra del mondo con tanto di bandiera variopinta così da mescolarsi sempre e comunque... cari, attenzione... anche in mezzo a milioni vi rivelate... opportunisti come siete!!!
Non sarebbe invece meglio stare in un luogo silenzioso e magari riflettere sulla fatica e sull'ozio che per voi sono la stessa cosa? 
Non sarebbe meglio e più dignitoso riflettere prima di sparare cavolate?
Naturalmente chiunque può e deve dire quello che pensa; naturalmente ognuno può fare quello che meglio crede, ma ormai ai barzellettieri sono chiuse tutte le porte!
Non c'è giorno che passi che non mi convinca sempre di più che il male è rappresentato soprattutto da questi opportunisti che vivono alla giornata pretendendo pure di dispensare pillole di saggezza. Ma chi vuole queste pillole! 
Mi piacerebbe solo che questi signori avessero il coraggio di essere loro stessi per un tempo abbastanza lungo da potersi confrontare con la vita vera, quella che tanti riescono ad assaporare a furia di immani sacrifici. 
Mi piacerebbe che lor signori uscissero dai paraventi tanto agognati e si misurassero con le mente ben pensanti di chi invece fa loro paura.
Mi piacerebbe che questa gente piuttosto che parlare sempre qualche volta facesse qualcosa così da lasciare traccia e non solo rumori.

venerdì 11 gennaio 2013

Il territorio al centro

I problemi del Pd catanzarese sono davvero tanti e rischiano di far passare in secondo piano quanto di buon finora fatto. Non c'è responsabilità di fronte a questo sfascio che si sbandiera ai quattro venti come se la colpa fosse di chi sa chi e non degli stessi dirigenti locali. Una cattiva immagine sicuramente che non aggiunge però niente di nuovo a quanto già visto in passato. Siamo sempre alle prese con una classe dirigente che da tempo esprime davvero poco. Non è però questo il momento di puntare troppo il dito, ma è tempo di fare sintesi perchè la scadenze sono alle porte. 
Saremo chiamati tutti a lavorare prima per Salvatore Scalzo e poi per le politiche di febbraio. Non ci dobbiamo dimenticare questi obiettivi che nella nostra agenda devono essere prioritari e dunque bando alle ciance e rimbocchiamoci le maniche per ottenere i risultati che ci competono.
 Salvatore Scalzo, in questa sua ennesima disfida, non può fare a meno del nostro convinto sostegno per un progetto che comunque rimane un modello che ci invidiano dappertutto. Ci saranno stati sbagli e scarsa lungimiranza in certe scelte, ma oggi il Pd Catanzarese deve serrare le fila e farsi portatore di quella ventata di novità e passione che serve. 
Certamente dovranno cambiare tante cose a cominciare dall'autoreferenzialtà, ma non dobbiamo disperdere il patrimonio che finora è stato il nostro vanto. All'interno del nostro partito deve prevalere una vocazione maggioritaria che miri a cambiare i temi del contendere con progetti da condividere: non perdiamo queste occasioni. Il territorio, quello che lavora e che produce, ma che spesso viene trascurato, non può prescindere da un impegno collettivo che sia il presupposto necessario per una vera grande svolta. Il territorio e le sue eccellenze, il territorio e le sue competenze, ma soprattutto, il territorio e le sue passioni devono diventare il vero centro propulsore delle dinamiche del nostro partito. 

mercoledì 9 gennaio 2013

Piangiamo noi stessi

Le liste sono quasi pronte, i nomi circolano da ore, le lamentele cominciano ad alzarsi: ecco il Pd catanzarese!
C'è veramente da ridere per quanto sta accadendo: in lista mancano espressioni del nostro territorio! 
Chi grida allo scandalo però oggi è lo stesso di chi solo qualche domenica addietro ha sostenuto tesi e azioni in antitesi con il proprio territorio ritirando candidature o scegliendo altro. Mi sembra ridicolo adesso alzare la voce quando si è già responsabili di quello che oggi non è solo la conseguenza del proprio agire, ma è anche la ragione per cui tanti altri hanno fatto scelte minoritarie cercando però di tutelare rappresentanza locale e appartenenza territoriale. Se ci fosse stata più lungimiranza adesso non ci sarebbe di che lamentarsi di fronte ad un'azione che per certi versi ripaga con la stessa moneta quello che la stragrande maggioranza del partito catanzarese ha fatto in precedenza. 
Le lacrime di coccodrillo di queste ore sono poca cosa perchè coerentemente con le scelte fatte, il Pd nazionale viene a Catanzaro e si prende tutto quello che si può prendere mancando la classe dirigente e riferimenti autorevoli. Cosa c'è da meravigliarsi?
Non siamo stati forse noi a esprimerci "responsabilmente" trascurando il territorio e privilegiando la fantomatica "unità del partito"? 
Non siamo stati forse noi a decidere numeri e nomi?
La democrazia, cari lamentevoli, l'avevamo a portata di mano e adesso che voi non l'avete riconosciuta vi tocca ingoiare il rospo!
Un rospo purtroppo amaro che ci lascerà in balia di rappresentanze che dei nostri territori spesso ignorano caratteri e caratteristiche: la democrazia però è anche questo!
Come sempre accade insomma l'eccesso di partecipazione e di esercizio democratico da noi viene scambiato per normale attività di propaganda e si perde il senso di quello che si realizza.
Adesso però c'è una via d'uscita: intanto rimanere fortemente in questo Pd che va rinnovato soprattutto nei quadri dirigenti e poi agire unitariamente per far arrivare direttamente a Roma il nostro malessere. C'è bisogno dunque di autodeterminazione nelle scelte e di condivisione nelle azioni.

martedì 8 gennaio 2013

L'inganno possibile

Tra poco più di un mese il nostro Paese affronterà un appuntamento importantissimo, crocevia del proprio futuro: le lezioni politiche. E' strano che a febbraio dove di solito tutto al più si pensa a S.Valentino o al carnevale ci sia un appuntamento che potrebbe davvero cambiare la nostra storia. Tutti i partiti e le coalizioni si stanno organizzando per affrontare al meglio questa scadenza e stanno cercando di formare delle liste che siano al contempo innovative e ricche di competenze.
In tutto  questo però noi cittadini abbiamo sicuramente un ruolo altrettanto importante che dobbiamo in ogni modo esercitare. C'è da chiedersi insomma da che parte stare, ma soprattutto decidere di votare. Chi in questo momento si sente scoraggiato e deluso deve soffocare la voglia di assenteismo ed esercitare un diritto ed insieme un dovere che potrebbe essere l'occasione migliore per una grande svolta. Alla faccia del populismo imperante che vorrebbe grossi numeri per l'assenteismo, i cittadini devono essere consapevoli che nessuno se non loro possono decidere responsabilmente da che parte stare. Attenzione dunque al falso populismo di chi predica bene e razzola male cercando solo di ingannare, mentre invece i disegni sono già belli e pronti. Non ci facciamo ingannare per l'ennesima volta e decidiamo sul serio quello che sarà del nostro Paese.

lunedì 7 gennaio 2013

Un 2013 ancora di spazzatura

Abbiamo iniziato questo nuovo anno e i problemi sono quelli di sempre!
Basta guardarsi intorno e verificare quanto affermo: è cambiato qualcosa con la spazzatura per esempio?
Da circa venti giorni siamo invasi e sebbene continuino gli incontri con Prefetto, rappresentanti della Regione e ogni tipo di autorità pseudo competente, ci stiamo trascinando puzze e ingombri vari. 
Tranne che per alcune zone la cui situazione sembra essere ritornata alla normalità ci sono nel nostro paesello almeno due vere e proprie discariche di immondizia: una presso i gabinetti di Via S.Giuseppe, e l'altra presso il garage del Comune alla fine di Corso Del Popolo.
 La situazione è davvero insostenibili intanto perchè i cumuli stanno diventando montagne e poi perchè, nonostante la stagione invernale,  la puzza si fa sentire. Come già ho avuto modo di dire, non si tratta di trovare dei colpevoli, quanto piuttosto di trovare almeno delle soluzioni tampone così da evitare ulteriori problemi di natura igienico-sanitaria. Bisogna insomma allontanare questo pericolo dal centro del paese almeno fino a quando, speriamo nel più breve tempo possibile, le discariche saranno nuovamente accessibili. Non si può rimanere inerti di fronte a quanto sta accadendo e nemmeno si può stare in silenzio perchè il rischio è che si accetti passivamente tutto ciò che accade senza il piglio di chi deve quanto meno tutelare la propria salute. Il mio invito è a verificare le soluzioni possibili perchè non questa è un'emergenza da non trascurare.

giovedì 3 gennaio 2013

Spaziobambini

Ciao, sono ancora io Pierpaolo e dopo uno, due articoli che ho fatto vi vorrei parlare in generale del 2012.
Prima di tutto vi vorrei parlare dell'inizio dell'anno in cui tutte le persone pensano solo a tornare al lavoro e lo pensano come un sinonimo cioè quello "che fatica" invece io come bambino vorrei dire che i papà dovrebbero andare al lavoro ed essere fieri di mantenere la loro famiglia  perchè hanno il peso del loro futuro.
Sono tifoso della juventus e come sportivo vi vorrei parlare anche del suo scudetto ma non solo questo anche dell'europeo perso in finale contro la Spagna e anche delle magnifiche olimpiadi di London 2012 in cui l'Italia ha conquistato 28 medaglie.
Adesso nel 2012 ho capito cosa vuol dire essere diventati responsabili perchè dalla scuola elementare sono passato dove si lavora il doppio però con delle professoresse brave che riescono a darti la voglia di lavorare ce la potrò fare ad essere promosso.
Adesso che siamo nel 2013 e siamo scampati (NON é VERA LA PROFEZIA) alla profezia dei Maya vorrei ribbattere il discorso del lavoro e dato che il lavoro non è ancora iniziato vorrei dire ai milioni di genitori che ci sono  di prepararsi ad affrontarlo!!
Come dice mio padre sempre attento allo spread e che mi fa capire tutto spero che arrivi un buon presidente al posto del grande "Giorgio Napolitano"e che dato che io seguo le orme di mio padre spero che le elezioni le vinca il PD.
Auguro a tutti i lettori buon anno e tanta allegria!!

sellia racconta ..il comprensorio: Simeri Crichi +16,7% Sellia -14,5% Andamento demog...

Ecco un approfondimento molto interessante sui dati demografici relativi agli ultimi censimenti (2001 e 2011). Si evince come molti paesi siano a crescita zero, altri con incrementi pari quasi allo zero ed altri ancora, la maggior parte in decrescita significativa.

sellia racconta ..il comprensorio: Simeri Crichi +16,7% Sellia -14,5% Andamento demog...: I dati definitivi della popolazione legale di ogni comune italiano sono stati diffusi dall'Istat il 19 dicembre 2012, mentre la presentazio...

mercoledì 2 gennaio 2013

Richiesta di collaborazione

Spaziokulltura sta per cambiare pelle! Dopo anni di opinioni e fatti, tra qualche giorno questo blog diventerà un vero e proprio giornale on line. Saranno presenti dunque articoli di ogni genere e periodicamente interviste ed approfondimenti. La mia firma rimarrà come sempre, ma ho deciso di aprirmi alla collaborazione di quanti volessero dare una mano a questo progetto. La Presila in particolar modo non ha un giornale di riferimento e spaziokultura lo potrebbe diventare se dal territorio arriveranno le notizie e le informazioni. Naturalmente il taglio che io voglio dare è quello dell'obiettività, nel senso che non pubblicherò mai articoli che esprimano giudizi, ma solo fatti documentabili. Il lavoro sarà difficile soprattutto in questa prima fase, ma ho buone ragioni per credere in questo progetto. Chiunque dunque vorrà collaborare scriva a spaziokultura@gmail.com