sabato 6 luglio 2013

Le mie montagne (continua)

Aveva sempre sognato un ritorno da favola per dire a tutti i suoi compaesani che ce l'avevano fatta e che avevano fatto fortuna in America, ma il suo compagno di una vita non c'era più e non poteva essere lo stesso. Le motivazioni però non le mancavano e nonostante l'età di tutto rispetto si sentiva di dover affrontare quell'ultimo rientro con gioia e soddisfazione: era pur sempre un'emigrante che rientrava.
Le sue montagne, mentre proseguiva, sembravano stranamente le stesse di quando le aveva lasciate, ma c'era qualcosa di non riconoscibile che le rendeva diverse se non addirittura strane. Annina non riusciva a capire cosa, ma avvertiva quel presagio e provava persino un pò d'imbarazzo.
Il taxi attraversò tutto il piccolo corso per poi fermarsi di fronte all'unico Agriturismo della zona laddove Annina aveva prenotato una stanza fin quando non avrebbe trovato una sistemazione migliore. Al suo passaggio tutti la guardavano così come si suole in un paese con uno sconosciuto: la donna in effetti si sentiva osservata e soprattutto sapeva che pochi l'avrebbero riconosciuta. Faticava a pensare a chi potesse ricordarsi di quella giovane sposina che adesso da vedova vecchia e brontolona era ritornata. Chissà se c'era o meglio se era ancora viva Tiziana, l'amica di tante passeggiate e di tante fatiche al mulino. Chissà se era vivo Giovanni, il suo vicino di casa, quando ogni scusa era buona per sedersi all'aperto a chiacchierare.

Le mie montagne (continua)

Aveva sempre sognato un ritorno da favola per dire a tutti i suoi compaesani che ce l'avevano fatta e che avevano fatto fortuna in America, ma il suo compagno di una vita non c'era più e non poteva essere lo stesso. Le motivazioni però non le mancavano e nonostante l'età di tutto rispetto si sentiva di dover affrontare quell'ultimo rientro con gioia e soddisfazione: era pur sempre un'emigrante che rientrava.
Le sue montagne, mentre proseguiva, sembravano stranamente le stesse di quando le aveva lasciate, ma c'era qualcosa di non riconoscibile che le rendeva diverse se non addirittura strane. Annina non riusciva a capire cosa, ma avvertiva quel presagio e provava persino un pò d'imbarazzo.
Il taxi attraversò tutto il piccolo corso per poi fermarsi di fronte all'unico Agriturismo della zona laddove Annina aveva prenotato una stanza fin quando non avrebbe trovato una sistemazione migliore. Al suo passaggio tutti la guardavano così come si suole in un paese con uno sconosciuto: la donna in effetti si sentiva osservata e soprattutto sapeva che pochi l'avrebbero riconosciuta. Faticava a pensare a chi potesse ricordarsi di quella giovane sposina che adesso da vedova vecchia e brontolona era ritornata. Chissà se c'era o meglio se era ancora viva Tiziana, l'amica di tante passeggiate e di tante fatiche al mulino. Chissà se era vivo Giovanni, il suo vicino di casa, quando ogni scusa era buona per sedersi all'aperto a chiacchierare.

mercoledì 3 luglio 2013

Le mie montagne (II parte)

Da quando suo marito era morto, ormai tre anni addietro, il suo ultimo desiderio era stato quello che lei ritornasse laddove era partita tutta la loro vita. All'inizio Annina aveva  faticato a pensare a quell'idea: ritornare in paese dopo cinquant'anni- ma non poteva tradire quell'ultima volontà del suo compagno di vita. D'altra parte i dubbi erano legittimi: in paese ormai non c'era alcun parente e non avevano nessuno su cui poter contare. Poi pian piano Annina si era talmente convinta che niente le sembrava più complicato e anzi l'idea di assecondare ancora l'amato marito la rendeva particolarmente briosa e piena di vita. 
Aveva impiegato tanto tempo però ad organizzare tutto in modo che non lasciasse nulla in sospeso: aveva venduto la casa, aveva preparato tutti i documenti necessari, aveva chiuso i conti, si era congedata  da quanti le volevano bene e la scoraggiavano.

martedì 2 luglio 2013

Le mie montagne

Quanto sono belle quelle montagne - disse la giovane sposa prima di lasciarle.
Ora dopo più di cinquant'anni vi stava ritornando e quelle parole, nonostante il silenzio, riecheggiavano in lei e la rendevano particolarmente ansiosa di rivederle. Chissà quante volte aveva ripensato e immaginato quel momento: non sapeva se il paese che aveva lasciato era quello di un tempo e nemmeno se lei era più quella di allora, ma di sicuro non vedeva l'ora di abbracciare la sua terra natia. 
Si trovava a bordo di un taxi e ogni metro le sembrava un'eternità: perchè mai non era mai ritornata?
Non importava adesso: quello che contava era vivere quegli attimi con la stessa intensità di quando in lacrime, giovane e inesperta, si era avventurata in un mondo che non conosceva.
Con lei allora c'era il marito che la guidava mentre ora solo tanti ricordi e la nostalgia di un tempo lontano.  

Per tutta l'estate riprende l'appuntamento con le brevi storie per leggere e trascorrere qualche ora insieme. Questa l'introduzione alla prima storia. Buona lettura.