sabato 15 ottobre 2011

Scontri e indignazione

Quello che è successo ieri a Roma ha dell'incredibile! Mentre milioni di indignati in tutto il mondo manifestavano pacificamente la loro indignazione, in Italia accadeva di tutto e di più. Sicuramente tutti stiamo condividendo le proteste degli indignati, che da tempo ormai presidiano Montecitorio, riconoscendo loro il coraggio di alzare la voce contro un sistema politico-finanziario che ci sta portando al collasso. Stiamo apprezzando che questi indignati siano soprattutto giovani che non vogliono pagare per i malefatti degli altri e che vogliono guardare al futuro con ritrovato entusiasmo. Ma che questi indignati scatenino guerriglie come quella di ieri ci indigna ancor di più. Una lotta non è tale perchè si deve ricorrere per forza allo scontro violento, ma deve essere funzionale e coinvolgente rispetto ai temi che si promuovono. La violenza in queste circostanze serve solamente a mettere in cattiva luce dei movimenti e delle proteste che invece si ritengono sacrosante. Il pericolo è quindi quello di ridimensionare un'indignazione che ha dei giusti fondamenti. C'è anche da dire però che chi ha provocato gli scontri non può essere assimilato agli indignati veri e propri: è gente che partecipa per strumentalizzare e troppo spesso anche per estremizzare. I Black block sono ormai dappertutto e non disdegnano alcuna manifestazione pur di creare scompiglio. Eppure hanno la faccia di bravi ragazzi, hanno la passione delle migliori lotte, ed invece sono dei violenti che nulla hanno a che fare con l'indignazione di chi vuole recuperare il tempo perduto. Mettere a soqquadro una città a cosa mai servirà se non a generare odio e reazioni? attenzione però a non perdere di vista le cose importanti. Ieri prima che scoppiassero i disordini c'erano tanti giovani che da troppo tempo tutti trascurano e che invece esistono e sono stanchi di quello che sta accadendo nel nostro paese. Non dimentichiamoci di loro pur condannando ogni tipo di violenza. C'è per fortuna gente che non si rassegna agli inciuci e ai falsi moralismi, ma che non vuole farsi più raggirare.

mercoledì 12 ottobre 2011

America e Italia: che bella scoperta!

12 ottobre 1492 una data che ha cambiato la storia del mondo.
Con quest'affermazione potremmo iniziare una serie di riflessioni che addirittura credo potrebbero essere interminabili. La scoperta dell'America ha infatti di certo contribuito a dare al mondo una sua dimensione exrtaterritoriale e storica. Senza poi parlare degli aspetti economici connessi: l'enorme quantità di prodotti e ricchezze che sono arrivate in Europa, l'affermazione di una nuova classe sociale, quella dei commercianti, ecc. Allo stesso modo oggi abbiamo la maturità storica e gli strumenti per dire che quella scoperta ci è costata davvero tanto sia in senso positivo sia in negativo. Pensate per esempio se non ci fossero stati i vari Cortes e Pizarro, oggi probabilmente ancora avremmo a che fare con civiltà come i Maya, gli Aztechi o gli Incas. Se non ci fosse stata la conquista e la corsa verso il West forse gli Indiani non sarebbero relegati alle tristi riserve e la loro cultura avrebbe un ruolo di certo più importante. Ma se non ci fosse stato Colombo non avremmo avuto a che fare nemmeno per esempio con la Dichiarazione dei diritti in cui per la prima e unica volta compare il diritto ad essere felici; non avremmo avuto la possibilità di conoscere e apprezzare una terra in cui sogno e realtà molto spesso ci hanno permesso di dare un senso alla nostra vita; una terra dove è profondamente sentito il concetto di patria e di democrazia, dove, dopo tante lotte e sacrifici, oggi c'è un presidente nero. L'America è davvero tanto e lo è soprattutto per noi italiani che abbiamo potuto contare spesso su di loro e sul loro aiuto. Se ne possono dire tante e magari riflettere sulle varie motivazioni che hanno portato gli americani in Europa, sulla loro proverbiale cura per i propri interessi, ma c'è di più e c'è tanto altro. Quanti italiani, quanti calabresi sono andati alla ricerca di fortuna oltre oceano e oggi vivono tranquillamente in quella società? Pensate a che debito in tal senso abbiamo noi meridionali rispetto a questa terra, ma attenzione a non dimenticare che anche l'America ci deve tanto. Intanto c'è un certo Cristoforo Colombo e poi un certo Amerigo Vespucci, poi ci sono milioni di italiani che hanno contribuito a fare di questa nazione la più potente del mondo, ci sono tanti debiti e tanti crediti tra Italia e America che potremmo continuare all'infinito. Ciò che però conta è che la nostra storia è strettamente legata a quella americana, e, nel bene e nel male, siamo reciprocamente importanti.