venerdì 24 giugno 2011

L'Arrovescio delle cose


Una bella chiacchierata, tante riflessioni importanti e un libro “Arrovescio” che hanno regalato una serata veramente speciale. “Arrovescio- Il senso delle cose”, questo il titolo dell’incontro  promosso dal Comitato civico “L’arco” per  presentare il libro omonimo e per riflettere appunto con la sua autrice, Francesca Chirico. A moderare la serata Vincenzo Marino che ha giocato sul senso di arrovescio cogliendo l’invito dell’autrice di dare il giusto verso alle cose così come è un po successo nella storia romanzata dello sciopero al rovescio verificatosi a Badolato. Una chiacchierata appunto in cui tra la Chirico e il moderatore si sono inseriti numerosi interventi dei presenti particolarmente stimolati dalla trama e dagli spunti che il testo fornisce. Arrovescio si è proposto come simbolo della testardaggine e della caparbietà dei calabresi, “che quando vogliono riescono a realizzare i propri sogni” e così invece di piagnucolare – ribadisce la Chirico- si ribellano a colpi di libertà e di dignità. La forma dialogica dell’incontro ha permesso sia al moderatore che all’autrice di interagire continuamente con gli stimoli provenienti dal pubblico che sono apparsi fin da subito motivanti e partecipi. “Racconto questa storia per recuperare la memoria e per dimostrare di cosa siamo capaci”- ha continuato a sottolineare l’ospite della serata, ribadendo a più riprese che appunto la memoria è l’approdo del suo romanzo. Arrovescio però è anche la metafora di chi vuole lottare, di chi vuole farcela nonostante tutto: “si tratta di una stagione tradita da cui viene fuori la Calabria di oggi che vuole farcela e deve farcela”.  L’auspicio di Francesca Chirico è stato allora proprio che la nostra terra non venga più tradita, ma che si vivano altre stagioni di libertà, di rinascita che però siano finalmente compiute, mettendo a fuoco la nostra identità e raccontando agli altri cosa siamo stati  e cosa siamo. Capacità di sognare, di gettare il cuore oltre l’ostacolo, di concretizzare e di costruire strade in salite senza paura, questi gli input che sono venuti fuori e che hanno reso l’incontro coinvolgente oltre ogni dire. Il sorriso, il ricordo, le considerazioni dei presenti poi hanno avuto la capacità di emozionare almeno quanto il testo e l’oratoria da “pasionaria” della Chirico: si è creato una miscela di storia, emozione e sogni che ad un certo punto si coglieva bene e che ha dato il senso delle cose! Inevitabile infine l’accenno all’impegno dell’autrice per il portale “stop ndrangheta”, un archivio multimediale nato per parlare in modo libero di  ndrangheta e di anti-ndrangheta. Vincenzo Marino poi ha chiuso chiedendo “chi è Francesca Chirico”, che così ha concluso: “mi percepisco come una cronista, vado in giro e poi racconto storie che rispettino la verità e anche le emozioni di chi me li ha consegnate. Sono una cronista prestata alla narrativa.” La cultura, Arrovescio, la Chirico e tutti i presenti hanno partecipato, si sono emozionati, hanno riflettuto: vuoi vedere che le cose si stanno “arrovesciando”!
                  da www.infooggi.it 

Comitato Civico "L'arco"

Cosa vogliamo fare per il nostro paese?
Questa la domanda che ci siamo posti quando ormai un mese fa ci siamo visti per la prima volta a riflettere su Pentone e su come poter intervenire nelle varie dinamiche. E' bastato veramente poco perchè si decidesse di creare un organismo indipendente, trasversale che sia un punto di riferimento diverso  e versatile per chi ha a cuore le sorti del nostro centro. E' nata così l'idea del Comitato Civico "L'arco" con un chiaro riferimento alla "porta del mezzogiorno" meglio conosciuta come "arcu da rupa", simbolo di Pentone. Siamo ancora alla fase embrionale, ma le due iniziative finora programmate ci fanno ben sperare. Intanto il convegno sui referendum ha dimostrato che è vivo l'interesse per certe tematiche e noi del comitato non abbiamo fatto altro che stimolare la partecipazione e il senso di responsabilità.
Oggi poi sarà la volta della presentazione di "Arrovescio" di Franscesca Chirico, un libro che può essere considerato la fotografia della cocciutaggine, della voglia di andare oltre di noi calabresi. La scelta di presentare questo libro per "L'arco" è molto  significativa per riflettere su quanta strada si può fare quando si rema tutti verso la stessa direzione. L'arco vuole proprio che tutti remino nella direzione della crescita, dello sviluppo e dell'amore per Pentone e per la sua storia che va ripresa e alimentata. I nostri obiettivi cammineranno di pari passo con la volontà dei pentonesi di dare una "mano" al paese e all'altra sua gente. Vogliamo pertanto essere collaborativi con le varie associazioni del centro e delle frazioni senza che si creino contrapposizioni e sciocche beghe di primogenitura: gli obiettivi devono essere comuni e solo così la strada non sarà sempre in salita. Naturalmente però per essere sempre operativi e presenti c'è la necessità di tutti e a tutti chiediamo infatti di avvicinarsi al Comitato che è aperto ad ogni forma di collaborazione.

mercoledì 22 giugno 2011

La storia dei regimi

Ho letto spesso cose sciocche e senza senso, ma non ho voluto rispondere o esprimere la mia opinione perchè credo nella libertà di tutti di riflettere e di dare un proprio senso alle cose, ma di fronte a certi attacchi non riesco proprio a farne a meno!
Mi riferisco agli articoli e alle immagini pubblicate dall'amico enzo marino a proposito del comunismo e della presunta omertà a tal proposito dei docenti. Mi piacerebbe sapere da quali fonti l'amico enzo prende queste notizie e anzi perchè non ha chiesto a me di fornirgli elementi per poter riflettere su certi argomenti. Come ben sa il mio amico e parente enzo marino io da qualche anno(....) insegno e da giusto qualche anno studio italiano, storia, etc. e dunque come tanti altri forse escluso lui conosco i libri di storia che parlano di regimi senza più dunque fare distinzione tra quello comunista e quello fascista o nazista. Nella maggior parte dei libri si parla di regimi dittatoriali e poi, visto che siamo in Italia, di fascismo! I docenti caro Enzo hanno il dovere di parlare delle dittature e dei crimini ad esse legati senza distinguere tra i vari regimi. Si parla tanto di Mussolini quanto di Hitler, Stalin, Tito, Lenin, Franco. Ci sono storici di parte sicuramente, ma la storia per chi la conosce non può essere soggetta ad interpretazioni o a divulgazioni omertose. Un buon insegnante è colui che riesce a trasmettere competenze, capacità, insieme a contenuti che siano scevri da personalismi. La scuola quella che io amo e in cui credo non fa quello che enzo afferma: io che pure certamente non nutro simpatie nei riguardi di Mussolini non sono certo a favore di altri regimi compreso quello comunista! Da docente obiettivo quale mi ritengo devo spezzare una lancia per tutti quelli che nel tuo blog vengono tacciati di omertà storica perchè non è assolutamente vero. Noi docenti avremo mille difetti, ma nessuno si può permettere di insinuare dubbi sulla nostra didattica. Se poi parliamo più di fascismo che di altri regimi è semplicemente perchè riguarda la storia della nostra nazione e sulle sue ceneri si è costruita l'Italia che oggi conosciamo e che qualcuno vorrebbe maldestramente considerare la conseguenze di qualcosa piuttosto che la risposta ad altro! caro parente documentati!

domenica 19 giugno 2011

Prova Invalsi: oggi il giorno

Oggi per i tanti studenti  che stanno affrontando l'esame di stato per la conclusione della scuola secondaria di I grado è il giorno della Prova Invalsi. Un giorno fatidico potremmo dire perchè molto atteso e soprattutto molto temuto. Da quando oramai qualche anno fa fu decisa l'introduzione di questa priva ministeriale uguale per tutti gli studenti non c'è stata giornata in cui i docenti non si siano appellati a questa prova e gli studenti non ne siano apparsi impauriti. 
In realtà l'idea originaria era quella di creare un'uniformità di giudizio con un test che avesse la stessa difficoltà, ma io credo che l'esperimento sia fallito!
Diverse sono le ragioni di questo prima tra tutte il fatto che, soprattutto nei primi anni, gli aiutini falsavano i risultati. Il problema più importente però secondo me è il livello degli alunni che non è dappertutto uguale così come il livello dell'insegnamento. Non mi riferisco ad un sistema scuola omogeneo come dovrebbe essere, ma ad una scuola che è molto locale e poco nazionale. Un esempio su tutti: la programmazione comprende un 20 % di curriculo locale di cui poi non tiene affatto conto. Altro problema in passato è stato il tempo: i ragazzi avevano poco tempo per tanti quesiti, tant'è vero che quest'anno si è pensato bene di aumentarlo. La prova Invalsi viene così costruita su una programmazione standard che giustamente poco tiene conto delle esigenze individuali. Non è questo un paradosso perchè la scuola moderna ci costringe ad elaborare piani individualizzati e decondizionati che tengano conto di tutti i fattori personali, ma quando si tratta di valutazione ci si dimentica del resto.
Ci voleva una valutazione omogenea è vero, ma non generalista. I ragazzi vengono così considerati ed equiparati a dei numeri e non credo che sia questo lo scopo di un'agenzia formativa come è da sempre la scuola. Per esperienza poi i risultati sono quasi sempre al di sotto della sufficienza anche per quei ragazzi che durante l'anno scolastico si sono dimostrati capaci e volenterosi. Spesso per l'esame di terza media si devono fare i conti al millesimo per non depauperare i ragazzi di qualcosa a causa di una prova che vi assicuro abbassa notevolmente la media.
Insomma una prova assolutamente da temere, ma per forza necessaria? La risposta non è semplice anche perchè i ragazzi si devono abituare alle prove ben più difficili della vita, ma credo che principalmente ci voglia una scuola che sia proporzionata a quello che poi si chiede allo studente. Una scuola dunque che sia un ideale ambiente di apprendimento dove non ci siano condizionamenti e  in cui gli alunni possano ritrovare la motivazione per sognare. Quando la scuola sarà questo allora ben vengano tutti i tipi di prova.
Ah dimenticavo... in bocca al lupo, cari studenti, siate coscienti che siete in gamba!