venerdì 22 luglio 2011

Comunicato del Comitato civico "L'arco"

Il Comitato civico “L’arco”, quale organo costituitosi per promuovere e tutelare il territorio, riconosce tra le sue finalità quelle ambientali ed eco-sostenibili. Già in occasione dei recenti referendum, abbiamo sostenuto il no alla privatizzazione dell’acqua e al nucleare, caratterizzandoci attraverso iniziative e attraverso la divulgazione a scopo informativo.
Ora che è direttamente il nostro territorio ad essere oggetto di una discussione ampia e varia, quale quella della costruzione di una centrale a biomassa nel Comune di Sorbo San Basile, è doveroso fare alcune considerazioni e soprattutto promuovere concretamente degli atti che siano contrari a questo progetto.
La centrale in questione, nonostante si trovi appunto nel territorio di Sorbo San  Basile, ha un raggio di ricaduta pari a circa 70 km. In quest’ampiezza, anzi ben più vicina, si trova Pentone, il cui ambiente e la sua sostenibilità verrebbero messe duramente alla prova. Di impatti ambientali catastrofici ne contiamo già alcuni che purtroppo hanno depauperato il nostro territorio della sua atavica e incontaminata bellezza, se oggi a tutto questo si aggiungesse la costruzione di una centrale a biomasse e tutto ciò che ne deriva, sicuramente Pentone e il suo hinterland pagherebbero un dazio che sarebbe meglio scongiurare.
Noi del Comitato Civico “L’arco” ci siamo chiesti quali siano le forme di opposizione migliori che si possono mettere in campo, e nonostante le fumose riunioni e manifestazioni in atto in questi giorni, ci siamo resi conto che solo il terreno della concretezza d’azione e poi la decisione amministrativa possono diventare legittime ancore a cui appellarsi.
E’ evidente anche che il nostro paese da tempo immemore si preoccupa delle problematiche ambientali solo quando sussiste il pericolo. Così è stato tempo addietro con gli inceneritori, così è stato per le antenne, così è oggi con le biomasse!
Un territorio a forte vocazione ambientale quale il nostro esige delle politiche ambientali precise e predeterminate che rappresentino il giusto vincolo ad ogni tentativo di strumentalizzazione economica.
Dopo attente riflessioni allora chiediamo all’Amministrazione di elaborare un Deliberato in cui sia chiara la propria contrarietà alla centrale e lo stesso sia fatto circolare tra tutti i Comuni interessati, in modo che si evidenzi un fronte comune di opposizione.
Per fare ciò è inoltre opportuno che le varie amministrazioni si auto-tutelino elaborando dei piani ambientali che tengano conto di tutte quelle minacce di cui oggi si parla. Naturalmente in primis quest’appello è rivolto al Comune di Pentone di cui non sono note le linee ambientali se non per interventi rapsodici.
Alla nostra amministrazione suggeriamo, come peraltro sta facendo, di promuovere ed adottare il fotovoltaico sui tetti, una delle poche energie alternative a basso impatto e quindi realmente sostenibili.
Chiediamo inoltre che nel nuovo Piano Strutturale siano inseriti dei Piani di zonizzazione così da limitare l’incidenza e la presenza di speculatori su tutto il territorio.
In tutto questo però va aggiunta un’altra considerazione.
In una fase così problematica per la Presila in generale, che fine ha fatto la voce autorevole della nostra Comunità Montana? E’ vero che di questi tempi non naviga in acque tranquille, ma è altrettanto vero che le sue politiche ambientali, che dovrebbero essere di guida per le varie amministrazioni, latitano.
Il Comitato civico “L’arco” chiede dunque impegni concreti, come quelli proposti, che diano garanzia ad un territorio e alla sua popolazione.
Non abbiamo bisogno di speculatori ambientali e politici il cui unico interesse è la logica delle proprie tasche, ma di gente, soprattutto politici, che si assumano le responsabilità per cui sono stati eletti, decidendo ed optando per il bene comune che d’altra parte è considerato a furor di popolo ciò per cui vale la pena ancora combattere.
In questo tempo noi saremo vigili perché le risposte hanno bisogno di immediatezza. Attendiamo già nei prossimi giorni dei riscontri positivi e noi stessi ci faremo divulgatori di questi atti.
Solo posizioni comuni possono bloccare questi spergiuri ambientali e noi dobbiamo fare tutto il possibile.



mercoledì 20 luglio 2011

Giuseppe e gli Amici

Un brutto incidente, esattamente dieci anni fa, e Giuseppe ci lasciava.  Rivederlo in foto da proprio il senso del tempo passato e certamente richiama alla memoria tanti aneddoti legati alla sua breve vita. Tornare alla sua giovinezza significa ripercorrere un tratto di strada che spesso ci ha visti compagni di viaggio...
Era un'altra epoca, nonostante sia passato poco tempo, c'era "u suveritu", c'era una comunità che si riconosceva in alcuni ragazzi operosi e presenti. Di quel tempo faceva parte Giuseppe che per noi della sua età non era altro che un calciatore degli  "Amici". Allora più di adesso le amicizie si cementavano tra un torneo e l'altro, e lui giocava dovunque si giocasse: era elegante e dava l'anima. Per me spesso era un avversario insieme a Filippo, Mimmo, Gianfranco, Pasqualino, Pino, gli Amici, e mai nome fu più azzeccato perchè tra loro esisteva ed esiste l'amicizia. Quando giocavi contro questo gruppo, non ti scontravi solo con una squadra, ma con la loro voglia di primeggiare, con la loro bravura e la loro tenacia. Giuseppe c'era e si faceva anche sentire! Allora era diverso, forse più bello, ma dopo la battaglia in campo sorrisi e soddisfazione comunque, senza divisione o invidia. Si aspettava la prossima sfida e poi ancora sotto. Con Giuseppe e con gli Amici per un certo periodo c'è stata una grossa rivalità. Noi eravamo i Rangers e condividavamo gli stessi ideali degli Amici. Capitava che spesso ci dividevamo i tornei. Ricordo in particolar modo i primi anni novanta, quando a Luglio si giocava "allu suveritu" e ad agosto a Cafarda. Fu in quel periodo che ebbe luogo una sorta di alternanza: i Rangers vincevano il torneo di S.Elia e gli Amici vincevano quello di Cafarda. Memorabili le finali in cui si battagliava e si menava, ma con un rispetto dell'avversario che difficlmente ho ritrovato. In mezzo al campo mi capitava di dover marcare un ragazzo con il codino, come allora si usava, dal tocco elegante e dalla bella visione di gioco. Erano scintille. Quel Giuseppe, quell'epoca e quel rispetto ancora oggi vivono perchè la vita vera non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda. Io ricordo Giuseppe e tutto questo: passeranno ancora tanti anni, ma un pezzo di quella storia, della sua storia è dentro di noi. 

martedì 19 luglio 2011

Spaziokultura è per Pentone

Forse spaziokultura risulta scomodo o forse nessuno pensava che un contenitore come questo blog potesse divenire in così breve tempo un riferimento importante! Mi sa che tanti hanno sottovalutato le potenzialità del web e persino le mie capacità di interazione prima di tutto con i pentonesi, che invece si sono dimostrati particolarmente interessati al mio lavoro. In poco più di sette mesi circa 13000 visite sono un bel risultato, testimoniato anche dai numerosissimi commenti che raccontano della partecipazione soprattutto emotiva che si è creata tra me e l'utenza. Ma come sempre accade non tutto fa brodo e spaziokultura fin dall'inizio ha avuto critiche, ha ricevuto tanti complimenti, ma ha anche subito tanti attacchi gratuiti. Intanto attraverso il mio blog sono nate delle discussioni e sono state evidenziate diverse problematiche che prima molti temevano di sollevare, ma ciò è stato probabilmente il peggior risultato visto che alcuni non hanno gradito che si parlasse di loro e del loro operato considerandosi superpartes e assolutamente indiscutibili. Spaziokultura ha messo tutti sotto accusa compreso me che sono l'autore, perchè se il nostro paese vive delle difficoltà le vive per colpa di tutti nessuno escluso. Purtroppo però la logica del "io no" ancora una volta ha fatto centro ed allora c'è gente che si considera fuori dalla mischia e che non vuole subire attacchi o critiche. Voglio allora specificare che nei miei post non c'è mai stato un attacco personale, ma sempre delle riflessioni moderate che hanno badato a dire, ma prima di tutto a non offendere. Dietro ogni post poi c'è stato un nome ed un cognome, il mio, quindi non mi sono mai trincerato dietro l'anonimato o false spoglie. Nessuno mi potrà mai dire di essere stato populista, ma anzi molto spesso mi sono espresso in controtendenza senza per questo temere di essere fuori luogo. In piazza ed in Pigna a chi mi ha chiesto la mia opinione l'ho fatto senza preoccuparmi di dire il giusto e di evitare il legittimo. Mi sono reso conto però che una fronda contro spaziokultura e contro Vincenzo Marino esiste perchè lo si ritiene scomodo e non gestibile politicamente e socialmente. Io non mi impaurisco di fronte ai giochini altrui ne tanto meno scendo a compromessi perchè credo nella verità delle cose e soprattutto, a differenza di chi persegue solo obiettivi personali, amo il mio paese e mi spendo per renderlo migliore senza ricevere nulla in cambio come altri hanno fatto e stanno facendo. Ognuno può leggere questo mio impegno come vuole, l'importante è che chi mi segue senza pregiudizio abbia chiaro in mente che io sono solo dalla parte del mio paese e per questo sarò sempre contro coloro invece che ragionano per se e aborriscono gli altri.