venerdì 19 giugno 2015

Prova Invalsi ti abbatteremo

Prova Invalsi per le scuole secondarie di I grado stamane con tante incertezze e molte speranze. I ragazzi sono soprattutto silenziosi e preoccupati, i docenti speranzosi che il lavoro fatto dia finalmente i frutti attesi!
Oggi la scuola è anche questa: una prova ministeriale che rappresenta il vero scoglio per i nostri figli e studenti; un concentrato di variabili impazzite potremmo addirittura definirla visto che componenti importanti e indipendenti saranno l'emozione, la preparazione, l'interpretazione e persino la fortuna.  
Di sicuro i nostri ragazzi ricorderanno questo momento come uno dei più impegnativi della loro carriera scolastica anche perchè il primo esame non si scorda mai soprattutto se rischia di inficiare il voto d'esame...
eh si la paura è proprio che la Prova Invalsi possa essere talmente determinante nell'elaborazione della media delle prove che il voto d'idoneità ne risenta fortemente. 
Non è il momento di riflettere sull'opportunità o meno di una tale prova a quest'età, ma credo più logico invece essere consapevoli che ai nostri ragazzi vanno stimolate la competenza e il saper fare, così come va "allenato" il super-io nel senso che pur con la possibilità di errare con cui spesso si misureranno, è nostro compito far crescere in loro una grande autoconsideraizone.
I nostri ragazzi si devono sentire in grado di affrontare non solo gli esami e tutte le prove Invalsi del mondo, ma dovranno sentirsi preparati ad affrontare la vita! 
John Dewey, pedagogista americano del secolo scorso, diceva che la scuola deve creare un giusto ambiente d'apprendimento che permetta ai discenti di imparare ad affrontare la vita - forse è questa la buona scuola?
Prova Invalsi ti abbatteremo!

giovedì 18 giugno 2015

La nuova scuola (II parte)

Il supplente aprì il cassetto e vi trovò registro, programmazione, i compiti in classe, le prove d'ingresso e qualche libro di testo. Generalmente dall'ordine si evince anche il carattere del possessore: la professoressa Tavano doveva essere molto precisa e attenta. Tutto era perfettamente al suo posto e poi il registro... maniacalmente compilato! 
Il cassetto della titolare era aperto e stranamente non c'era nulla. Il bidello però, che si era allontanato per modo di dire, ma era vigile su quello che il supplente avrebbe fatto, intervenne dicendogli che il cassetto chiuso dall'altra parte dell'armadietto era il suo e che avrebbe trovato la chiave in un bicchiere all'interno della biblioteca. In ogni scuola c'è infatti una regola per nascondere le chiavi oppure semplicemente per non far sparire documenti importanti come i registri.
Voti e assenze trascritte fino all'ultimo giorno in cui c'era stata, prove d'ingresso ed osservazioni varie dicevano di classi normali con livelli d'apprendimento diversi e al solito con qualche eccellenza.
Il giovane supplente era stato assegnato a due terze, III C e III D, una con 25 alunni, l'altra con 27. Nella III D poi c'era un ragazzo con handicap motorio seguito da un'insegnante di sostegno con rapporto 1/2. La programmazione era fatta molto bene con obiettivi ben delineati e linee guida comode da seguire.
Quel giorno per iniziare avrebbe dovuto fare due ore in III C.  Mentre il supplente scendeva la scala per raggiungere la nuova classe i ragazzi tutti fuori dall'aula per la ricreazone guardavano con sospetto quella persona che non conoscevano e che li incuirosiva soprattutto per la giovane età.
I corridoi brulicavano di adolescenti sognanti pronti ad afferrare il domani che li attendeva e ancora non disillusi da una vita che purtroppo spesso ti mette di fronte a grandi prove.
Alla vista del nuovo professore cominciò un chiacchericcio che aveva quel solo argomento.
- Chissà se sarà il nostro professore? dicevano un pò tutti.
Risate ironiche e sguardi straniti accompagnarono il suono della campanella. Velocemente tutti tornarono nelle loro classi.
Il supplente si avvicinò alla porta della sua nuova classe, afferrò la maniglia e tirandosi dietro la porta la chiuse.
- Sono il supplente d'italiano. Starò con voi per qualche tempo.

mercoledì 17 giugno 2015

La nuova scuola (racconto)


 Vi propongo un mio vecchio racconto che a proposito di Buona Scuola mi sembra molto appropriato per il periodo. Ci saranno diverse pubblicazioni così come feci allora. Buona lettura.


Sono il supplente di italiano - disse il nuovo arrivato al primo collaboratore scolastico che si trovò davanti.
Erano mesi che non lavorava e dopo l'ultima supplenza aveva quasi perso le speranze. Un sistema di reclutamento da oleare e delle riforme poco dalla parte di studenti e docenti avevano reso tutto più complicato. Ogni anno aspettare un incarico era diventato una chimera e adesso pure qualche giorno di supplenza è una fortuna. 
Quando quella mattina era squillato il telefono e finalmente una scuola lo aveva chiamato stentava a crederci, ma si era subito organizzato per prendere servizio quello stesso giorno.
Il paesino in cui si trovava la scuola era distante 70 chilometri ma da precario non si devono fare questi conti. Sbarcare il lunario e stare in classe sono i diktat da seguire!

Tempo d'esami

Quanti esami si affrontano nella vita? e non mi riferisco solo a quelli scolastici naturalmente!
C'è da andare oltre le dita delle mani se proprio dovvessimo fare i conti... ci proviamo?
non sono forse  esami quelli dell'imparare a camminare, o a parlare o a cacciarsi il pannolino in ordine di tempo?
  E ancora non è un esame confrontarsi ogni giorno con le mille sfaccettature della vita?
Non è forse un esame innamorarsi della persona giusta?
o fare il genitore? o svolgere al meglio il proprio lavoro?
o essere un cittadino diligente? o ancora dare voce ai propri talenti?
Questi sono solo alcuni dei tanti nostri esami e tutto ciò per dire che ci sono prove molto più difficili di quelle scolastiche ... anche se  dirlo oggi, proprio in questa settimana, potrebbe essere banale e superficiale. Gli esami vanno affrontati con serietà, preparazione e sacrificio consapevoli tuttavia che il cammino della vita è costellato di prove e che ognuno di noi ogni giorno è sottoposto a delle verifiche. Fare degli esami significa impegnarsi per superare l'ostacolo e andare oltre!
Pensiamoci senza perdere di vista sempre quello che noi siamo e quello che noi vogliamo essere: non sarà certo un esame a cambiare la direzione che abbiamo intrapreso.