sabato 26 novembre 2011

Cambiamo Pentone

L'ultimo post pubblicato ha generato molte critiche e molto proposte e come al solito c'è stato pure qualcuno che ha cercato di strumentalizzarlo. Non voglio entrare nel merito, ma limitarmi alla forma; prima però vorrei specificare che "Dico quello che penso" è una segnalazione e come tale non è stata scritta da me. Questo post infatti mi è arrivato come commento ed io ho deciso di pubblicarlo per dare voce a chi vorrebbe averla, anche se non ho condiviso l'anonimato.
 "Dico quello che penso" come già altri post pubblicati in precedenza ha avuto il merito di dar vita ad un dibattito, dove magari ci saranno molte contrarietà, ma pur sempre un sano e costruttivo dibattito. Gli interventi poi, vi invito a rileggerli, sono di un tale spessore che mi sento orgoglioso di essere pentonese tra i pentonesi. Ancora una volta il web è riuscito dove nemmeno la piazza riesce ed ecco così venir fuori dubbi, criticità, ma anche osservazioni di livello. In me piuttosto che la passività prevale un legittima  voglia di agire per il proprio paese che si coglie bene negli interventi e di cui più spesso si dovrebbe tener conto. Non si tratta perciò di capire quello che si vuole intendere, e quindi ricorrere all'interpretativismo esasperato, ma di ritenere importante comunque quello su cui si riflette. E sapete su cosa tutti riflettiamo? Riflettiamo sul nostro caro Paese che tutti consideriamo in difficoltà e a cui tutti continuiamo ad anelare perchè vogliamo dare il nostro contributo. Questo è ciò che per me vale la pena sottolineare. Non mi spenderei quindi tra i vari torti o le molteplici ragioni, piuttosto su quello che sta avvenendo a Pentone e che qualcuno vuol far apparire come poco rilevante: nel nostro paese c'è una gran voglia di rinascita culturale, politica, sociale e molti si sentono impegnati in tal senso. Non perdiamoci quindi nelle beghe di bottega o nei giochini di chi cerca solo l'affermazione personale, se siamo convinti tutti che l'importante è Pentone questa volta si può davvero cambiare con i fatti e non più con le parole.

giovedì 24 novembre 2011

Dico quello che penso

Spaziokultura è sempre disponibile a pubblicare le vostre opinioni e rimane impegnato a dar voce a chi vuole dare il proprio contributo. La mia disponibilità a pubblicare non è di parte, ma ad ogni segnalazione si può replicare tranquillamente. Ecco la segnalazione di stamane che pubblico anche se continuo a sostenere che non bisogna celarsi dietro l'anonimato, ma dare voce e nome alle proprie idee. Rimango disponibile per eventuali chiarimenti.


Da cittadino Pentonese cosi come enunciato nei precedenti post voglio usare questo strumento per dare voce a dei mie personali pareri che poi altri se vorranno condivideranno sempre mantenendo l’anonimato per evitare ripicche e vendette.
La sera del 22 si è scatenata su buona parte della Calabria un’alluvione di immense proporzioni, il nostro paese non è stato risparmiato, e a tal proposito voglio dare voce agli sfoghi delle persone che hanno vissuto tutto ciò da casa e non senza essere tutelate, senza preventivare tutto o adottare misure atte a tale scopo. Nulla da fare purtroppo, se non c’è salvaguardia e riguardo verso queste necessità e obblighi che scaturiscono spontanei con l’avvicinarsi della stagione invernale. Obblighi e doveri che dovevano essere presi in considerazione dal nostro assessore all’ambiente, ed in generale da tutto l’organico comunale senza prendere in analisi destra e sinistra. Non penso sia difficile la gestione di un paesino, a confronto di grandi città e dico città, poiché sono comprensibili queste condizioni in città dove l’interesse e principalmente volto al commercio e sviluppo industriale ma non in un paese di montagna. Nulla contro l’assessore, ma pecca della posizione che riveste. Stare in comune non è semplicemente sedersi esprimere dei pareri in consiglio, ma tutelare i paesani controllare il reale stato del paese delle sue strade delle sue vie delle sue montagne se parliamo di assessorato all’ambiente. Durante, ed alla fine del temporale, non sono stati adottate misure per correggere, risolvere, quanto creato, se non dagli stessi abitanti, la tutela la gestione di un paese non è cosi che avviene se si è deciso di dare la gestione di una popolazione ad un gruppo di persone e giusto che quest’ultime non tutelino solo i loro di interessi ma quelli della collettività. Attualmente cosi non è!! Piazza “Nicola lombardi” la piazza di sotto, Corso De Laurenzi Vicino la nicchia della madonna di porto, il canale vicino l’ex posteggio delle ferrovie della Calabria la slavina alle case popolari tutto inequivocabilmente allagato per la presenza di tombini inefficienti o inagibili poiché stracolmi di materiale accumulato nel tempo e mai eliminato.
Se pur di parte apprezzo i sacrifici a volte a proprie spese della fazione di alternativa democratica alle false pubblicazione ed affermazioni dell’assessore; attualmente nel paese non abbiamo sviluppo, non abbiamo futuro, non c’è coesione intesa non come politica, ma come voglia di vivere bene ed insieme ma soprattutto non c’è: realismo alle necessità hai bisogni, alle richieste, alle proposte delle persone costituenti un comune. Possiamo ritenerci fortunati a non aver subito danni slavine frane o incendi. Ma questa non è la gestione di un paese!! non è la prevenzione di danni derivanti da atti vandalici da piromani o condizioni atmosferiche avverse. VOGLIAMO PIÙ TUTELA, PIÙ IMPEGNO, PIÙ ASCOLTO, PIÙ DISPONIBILITÀ. Se non siete in grado di agire in tale modo tante vale lasciare alla popolazione la gestione dei boschi delle feste delle attività sociali di tutto.

martedì 22 novembre 2011

Pentone: Nuove tariffe cimiteriali

La delibera di giunta n.73 del 31 ottobre 2011 stabilisce l'adozione di nuove tariffe sulle sepolture a terra e sulle cappelle prive di concessioni. In particolare da un'attenta esamina si è evinto che sono 175 le sepolture a terra e 8 le cappelle soggette ai nuovi vincoli. Il prospetto che andrà in vigore a partire dal 1 gennaio 2012 prevede che per le sepolture a terra si potrà attivare una concessione di 25 anni di durata, 150 euro da pagare al primo anno e 25 euro annuali per il periodo rimanente; per le cappelle la durata sarà sempre di 25 anni, l'importo del primo anno è di 500 euro, mentre per gli anni rimanenti si pagheranno 100 euro annuali. La delibera specifica inoltre le modalità di pagamento che saranno rigorosamente anticipate: "quota annuale anticipata per anni 9 alla sottoscrizione del contratto e successivi versamenti di anni 8 anticipati, fermo restando la facoltà del concessionario di versare l'intero corrispettivo in un'unica soluzione alla sottoscrizione del contratto."
La regolamentazione delle concessioni appare dunque un atto dovuto e necessario laddove vi sono delle assenze contrattuali, quello che invece appare pesante per le famiglie che saranno interessate a pagare con il nuovo prospetto, è il dover anticipare le somme ogni 8 anni. L'attenzione della giunta, ma in generale dell'amministrazione dovrebbe essere rivolta all'economia delle famiglie che di questi tempi non è certo rosea e dunque pagare delle quote anticipate potrebbe risultare oltremodo oneroso. La contingenza economica è tale che ogni accorgimento potrebbe risultare di sgravio per una famiglia che tra le 175 sepolture per esempio potrebbe essere costretta a pagare più canoni.
Se si calcola il possibile introito delle sole sepolture a terra al I anno la cifra è di circa 27 000 euro, e se a questa aggiungiamo anche le 500 euro per le 8 cappelle arriviamo a circa 30 000 euro. Naturalmente se invece calcoliamo questa cifra aggiungendo gli anticipi arriviamo all'incirca al doppio.
E' logico dunque che nell'elaborazione della delibera si sia potuto tenere conto anche di un maggiore introito riferibile al breve periodo, ma penso che si sia trascurato l'aspetto socio-economico che ne potrebbe derivare sulle famiglie.  Se invece si pensasse comunque di limitarsi al I anno di canone, l'introito di 30 000 euro non è affatto trascurabile, così come poi il versamento di 25 euro annualmente produrrebbe circa 5 000 euro che non sono nemmeno male. L'ideale dunque sarebbe quello di evitare la riscossione anticipata e richiedere solo il canone annuale. Non mi sembra di chiedere la luna, ma solo di pensare ad introiti annuali modesti e non elevati ogni 8 anni, a dispetto di un'economia familiare che poi si rispecchia nelle condizioni di vita del nostro paese e che di questi prelievi potrebbe purtroppo risentirne.