martedì 17 luglio 2012

Il coraggio di scegliere

Estate, tempo di vacanze e di mare.
Tutto si ferma e si rimanda ai mesi autunnali.
E' tempo di ritemprarsi e di caricare le pile per gli impegni delle stagioni grigie.
Ma siamo sicuri che tutti la pensano così?
Voglio rispondere assumendomi la responsabilità di quello che dico e senza però la presunzione di dire cose per forza giuste. Credo che talune faccende non possono essere rimandate, così come non è possibile staccare la spina quando le contingenze attuali sono tanto gravi. La mia riflessione riguarda sia il nazionale sia il locale, tanto è vero che ciò che sta accadendo nel mondo intero e soprattutto nell'Eurozona costringe tutti a stare particolarmente attenti. Quando sentiamo parlare di spread, di Bot, di eurobond e così via, non dobbiamo pensare che non ci riguardano anzi, proprio di questi tempi gli effetti della crisi li stiamo pagando un pò tutti. Avete per caso notato quanti nostri compaesani sono al mare? Una percentuale ridottissima rispetto agli altri anni!
Quante persone sono andate all'estero? Forse talmente pochi che nemmeno si sanno!
Beh insomma c'è di che riflettere perchè quello che sembra non riguardarci ci tocca pesantemente.
Pentone non è infatti indenne da queste contingenze e anzi a breve la spending review farà sentire i propri pesanti colpi sulle casse comunali e di conseguenza sulle scelte politiche e amministrative. I guai insomma ci sono e sono presenti in tutti i settori. Allora la cosa più interessante sarebbe quella di cercare tutti insieme delle risposte che ci diano un pochino di ossigeno.
Solo collaborando potremo avere maggiori chance di risollevarci!
Come fare appunto senza rischiare di cadere in contraddizione.
Innanzitutto credo che sarebbe opportuno controllare i prezzi: bisognerebbe incentivare i commercianti affinchè vadano incontro ai cittadini con offerte che tengano conto delle rispettive necessità.
Poi sarebbe il caso di controllare le tassazioni perchè appesantire i già gravati bilanci familiari è davvero iniquo.
Infine, ma non ultimo si potrebbe incentivare il lavoro attraverso i buoni lavoro.
Ma per fare ciò non serve solo la buona volontà, ma soprattutto il coraggio di scelte politiche condivise.