Racconto: Il Garibaldino (IV parte)
Le gambe gli correvano così veloci che Nicola sembrava non averne il controllo. Non aveva fatto mai una cosa del genere, ma si era sentito preso in flagrante e non voleva rinunciare al suo progetto adesso che era a portata di mano. Forse si era già comportato come un garibaldino coraggioso e temerario! Il buio copriva bene la sua fuga, ma l'eccitazione di quel momento gli metteva persino paura, paura di essere seguito, di essere scoperto, di aver ucciso quella povera guardia! Aveva il cuore in gola quando decise di fermarsi per capire se era al sicuro: osservò con circospezione tutt'intorno alla ricerca di una tranquillità che da lì in poi non avrebbe più avuto. Non sentì e non vide nulla, allora si appoggiò ad un albero per rifiatare e dare ordine ai tanti pensieri che affollavano la sua mente. Un pensiero su tutti era però ormai chiaro a Nicola: colpire una guardia borbonica lo aveva fatto diventare un fuorilegge, un brigante che i borboni avrebbero perseguito. Non sapeva se...