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Racconto dell'estate (III parte)

Erano due anziani simpatici e con ancora tanta voglia di divertirsi. La caccia al tesoro mise insieme una coppia affiatata e collaudata ed un'altra che invece doveva ritrovarsi. Fu come se il destino avesse riservato per loro quell'incontro inatteso. Chiara e Giorgio avevano bisogno di sentirsi spensierati e quei due signori avevano qualcosa che li rendeva piacevoli. Dopo il gioco fu quasi in automatico darsi appuntamento per la mattina seguente in spiaggia. I due giovani arrivarono alla loro stanza abbastanza stanchi o forse più stressati. D'un tratto avvertirono qualcosa di anomalo. Sentirono tremare tutto: fu un attimo. Prima ancora di capire un terremoto terribile li aveva sorpreso. Poi il buio... A volte si pensa di essere immortali e di poter godere della vita a proprio piacimento ed invece spessissimo ci troviamo di fronte alla forza imprevedibile della natura che tutto richiama a se. Se si avesse la consapevolezza che la vita è preziosa forse tante altre cose appari...

Racconto dell'estate (II parte)

Iniziare una storia è già difficile, figurarsi per chi una storia la deve recuperare per non perdersi per strada. Giorgio e Chiara sapevano che forse quei quindici giorni potevano aiutarli, ma il rischio era anche quello di allungare un'agonia che troppo li aveva fatto soffrire. Forse un giorno avrebbero riso pensando a questa vacanza, ma ora dovevano fare tutto il possibile: lo volevano entrambi. L'indomani mattina, Giorgio si era svegliato di buon ora per andare a correre. Aveva lasciato sua moglie ancora addormentata. I tre chilometri che l'uomo percorse in realtà gli servirono, se ce ne fosse biosgno, per convincersi che quella storia non poteva finire in quel modo e che era stato saggio affidarsi ad un sano periodo di relax. Per strada comprò delle rose e dei cornetti caldi. Rientrato nella sua camera, Giorgio si avvicinò dolcemente alla sua amata e le diede i fiori. Chiara fu felice di quel gesto così semplice e così importante. Poi fecero colazione e scesero in spiag...

Racconto dell'estate (I parte)

Erano passati ancora pochi minuti dal loro arrivo al Villaggio che già Giorgio avvertiva il bisogno di uscire per fumarsi una sigaretta e fare un poco di chiarezza. - Vado sotto a fumare. Torno subito - disse a sua moglie che stava disfacendo i bagagli. Aveva proprio bisogno di un breve stacco dopo tutto quello che era successo e non voleva tradirsi di fronte alla moglie. Giorgio e Chiara si erano sposati tre anni prima dopo un lunghissimo fidanzamento, ma fin da subito si erano scontrati per il loro diverso modo di concepire la vita. Lui, più taciturno ed introverso; lei l'esatto contrario, anzi bisognosa di essere sempre al centro dell'attenzione. Forse anche per questo si sentiva trascurata e quando c'era stata l'occasione non aveva disdegnato di buttarsi tra le braccia di un suo collega di lavoro. Non l'aveva fatto a cuor leggero, ma Roberto le garantiva tutto quello che il marito non le sapeva dare. Giorgio aveva notato il cambiamento e si era tanto insospet...

Il casolare (I parte)

C'era ancora l'odore acre della sera prima. Tutto però era rimasto perfettamente identico a quando ci aveva avvertito la signora Angela che si era accorta dell'incendio prima di tutti. Nemmeno l'intervento tempestivo dei vigili del fuoco aveva potuto niente contro le fiamme già alte che consumavano parte della nostra vita. Il casolare in cui eravamo cresciuti, in cui avevamo passato la nostra adolescenza tra un gioco e una festa, non c'era più. Lungo la strada che ci separava da quel luogo ho sperato che non fosse vero, che magari ci si era confusi e che il buio aveva fatto il resto. Quando ci trovammo di fronte a quello spettacolo purtroppo era tutto vero. Mio padre scese dalla macchina di scatto, quasi a voler correre incontro a quello scempio, ma un vigile del fuoco lo bloccò. Era inutile fare pazzie: tutto era andato perso. Una sola maledetta notte aveva cancellato quel paradiso di ricordi e sogni.  Mio fratello mi coprì gli occhi e mi accarezzò. Spetta...

Il villaggio felice (II parte)

La gente faticava a capire... la gente faticava a riprendere in mano il proprio destino. Il pericolo della nube nera però era sempre dietro l'angolo e allora non ci si poteva permettere di lasciarsi andare e magari trascurare la propria vita in quel periodo di relativa luce. Il ricordo di quanto era successo faceva capolino ogni qualvolta ci si sentiva incapaci di agire. C'era in effetti la volontà di procedere. Un bel giorno un gruppo di uomini, decisi a cambiare il proprio villaggio senza pensare al passato, pensò di organizzare una bella riunione. Quel giorno la piazza era strapiena perchè in fondo tutti sapevano che si trattava della loro vita e dunque non si poteva delegare come era stato fatto in precedenza. C'erano da stabilire delle strategie comuni che conducessero quel villaggio verso una vitalità che tutti pretendevano fosse consuetudine. La gente voleva abituarsi a guardare al futuro partendo da un presente già di per sè prospettico.  In prima linea c'erano ...